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25.09.2014

Sono anni duri anche nel Turismo itinerante.. ma in molti casi ve la siete proprio cercata!


Gli anni che verranno saranno ancor più problematici e difficili da affrontare economicamente e il settore del Turismo e tutte le sue forme e varianti non è da meno, ogni anno che passa la "linea di demarcazione di raggiungibilità territoriale" soprattutto per le bellezze del Sud d'Italia e Isole comprese è sempre più ridotta, per intenderci è come quella altimetrica della neve, si alza e non di poco e i primi segnali sono proprio i turisti stranieri che si vedono sempre di meno. 

Vuoi per il caro benzine e autostrade, le più care d'Europa, vuoi anche per il potere d'acquisto ridotto da parte delle famiglie sempre di più in difficoltà, non ultimo ed è il più importante anche la "stagionalità delle vacanze" che riduce al minimo lo spostamento e il riversarsi sui litorali marini e lacustri in massa.


Andiamo in ferie o vacanze in massa!
La stagionalità è un tipico fenomeno tutto italiano, all'estero non è così, nei paesi europei si può decidere quando andare in vacanza o in ferie, in Italia invece la maggioranza delle aziende chiude nel periodo ferragostano.
E' un eredità degli anni 30 e 50, 60, 70 del secolo scorso, quando le povertà e l'indigenza delle famiglie di lavoratori mandavano nelle "colonie estive" i propri figli, era un evento sociale per cercare con l'elioterapia di dare benessere e sollievo alle molte malattie del periodo, un fenomeno ereditato ma evoluto con gli anni e che manteniamo tutt'ora.


La linea di demarcazione di raggiungibilità territoriale si alza.
La linea di raggiungibilità come detto ogni anno si alza, tenete conto che il grosso delle percentuali delle immatricolazioni o del potere d'acquisto sta al Nord o meglio oltre le Alpi, quindi sempre meno famiglie raggiungono il Sud d'Italia e le Isole, lo abbiamo constatato negli anni e nei vari periodi dell'anno soprattutto quelli estivi nei nostri tour programmati per gli aggiornamenti del Portale, poi quest'anno pure il clima temporalesco dalla durata di mesi e mesi ci ha messo del suo.
Ogni anno, come dicevamo, meno gente si muove o riduce i chilometri da percorrere e quindi c'è sempre meno la possibilità concreta di sviluppo turistico territoriale, certo in alcune zone d'Italia le più fortunate, questo non è avvenuto vedi il Salento, le Marche, alcune zone della Sicilia.. ma quì gioca la fondamentale programmazione di richiamo turistico, fatta bene e costantemente.
Lasciamo perdere i dati della bellissima Sardegna che in odor di monopolio hanno pure affondato la linea marittima GoInSardinia nel periodo dove c'è più affluenza, GoInSardinia era la più economica e tra l'altro creata da un consorzio di imprese locali per cercare di dare sostegno alle proprie attività di ricezione turistica.


Invece, molte famiglie hanno preferito rivolgersi altrove scegliendo e premiando le località estere e in primis la Francia, il paese transalpino è famoso per la sua capillare distribuzione di strutture ricettive all'aria aperta, anche la Croazia, Germania, e i paesi nordici in particolare.
In queste località il turista è il benvenuto e tutto si muove attorno ad esso per assecondarlo e dandogli supporto ed informazioni concrete per meglio agevolarlo nella permanenza sul territorio.

 

Perchè questa fuga turistica all'estero?
E quì son bastonate a destra e a manca ai gestori privati delle strutture ricettive italiane, le cosiddette aree sosta camper.. (non tutti però!)
Eliminando ovviamente il caro vita, le tasse, balzelli ed amenità fiscali facciamo dei distinguo:


Primo:
In ossequio alla stagionalità "Io gestore" decido che le tariffe le applico con rialzi annui soprattutto nel periodo di Ferragosto (proprio quando le famiglie sono in vacanza!), se vi sta bene è ok.. sennò arrangiatevi altrove..
Ed ecco numerosissimi veicoli ricreazionali parcheggiati ovunque; sui litorali, sulle strade, in aperta campagna, nelle piazze e gli articoli di cronaca locale che manifestano malessere da parte dei cittadini non si contano più.
Dove caricheranno o peggio scaricheranno le acque grigie e le cassette-wc rimane un mistero ma con un pò di fantasia lascio a voi immaginare!


Secondo:
E' un dato di fatto: molte attività di ricezione turistica, soprattutto al Sud ed Isole è un secondo se non un terzo lavoro, ben venga se serve a placare la indigenza sociale "meglio un'area camper magari abusiva che delinquere in malo modo".
Con questa premessa la qualità dell'ospitalità lascia a desiderare, anche quì però con dei distinguo, non è un obbligo ma ad esempio le lingue straniere non tutti le conoscono anzi, ti ricevono nel loro dialetto bello e colorito ma poco professionale, magari in calzoncini e calzini e canottiera bianca.
Non tutte hanno un sito web ed in alcuni casi non sanno nemmeno cos'è una e-mail, ma come pensano di comunicare con il turista? ..con segnali di fumo?
Bene in questo caso una mano gliela diamo noi e tutto si risolve nel miglior modo!.


Terzo:
Con le premesse scritte sopra vien da chiedersi, e la legalità? 
Tutte le attività commerciali private ed anche pubbliche rivolte al pubblico hanno esposte le "Autorizzazioni" del Comune.., quelle "Sanitarie".., quelle sulla "Sicurezza".. e via discorrendo, e non parlo della segnaletica del regolamento, questa non ha fini legali ed è un'altra cosa.
Pensate, è un obbligo di Legge ed è pure sanzionabile non averle esposte e avrete un quadro più chiaro.
Dai nostri dati solo un 32% scarso le affigge pubblicamente.
Ora fate promemoria, ne avete viste di affisse alle reception? o da altre parti pubblicamente?


Quarto:
Il Fine Consortile:
Per cultura il popolo italiano è titubante ai fini consortili, figuriamoci a quelli di sviluppo turistico locale, esser soli non solo porta meno visibilità e gente ma rischia di annullare tutte le proprie fatiche, meglio essere in due, in tre, in sette e più per avere un tipo di visibilità non solo regionale ma nazionale ed estera.
Anche quì, www.areasostaitalia.it non vi apre un porta ma un hangar e vi appoggia incondizionatamente lungo il vostro percorso aiutandovi nei fatti a farvi conoscere soprattutto all'estero.
Il fine consortile permette di abbassare costi e aumentare il potere d'acquisto, in questo caso i turisti, evitando di fare le primedonne e di conseguenza "sballare" i tariffari per concorrenza "sleale".
Urge un inversione di rotta e le premesse ci sono tutte, unitevi e urlate forte così da farvi sentire più lontano e soprattutto calmierate il piano tariffario sul vostro territorio.


Conclusione dell'epitaffio.
Per meglio svolgere la propria attività di ricezione turistica le gestioni private delle aree camper hanno un obbligo urgente di evolvere e maturare sotto molti punti di vista e strutturali.
Non serve aprire stagionalmente e bastonare nel periodo vacanziero come il Ferragosto e con tariffe quasi da campeggio il proprio cliente o turista di passaggio, l'anno prossimo non lo vedrete più ed è ciò quello che sta capitando.
Le tariffe vanno equiparate e svincolate in base ai servizi che l'utente utilizza e non in pacchetto "tutto compreso" come spesso capita di vedere, "io pago per il servizio che vorrei".
Stendiamo un velo per coprire la sempre meno "manutenzione" o peggio la qualità "dell'igiene" o peggio ancora dell'utilizzo di servizi che hanno dell'assurdo, come ad esempio il semplice camper service per lo scarico delle acque sporche, o le docce o i servizi igienici, i lavelli e i lavatoi.. davvero pensate che il turista cliente non se ne accorga?

Dalle numerosissime mail che riceviamo due dei quesiti posti sta proprio nella voce "igiene" e "manutenzione", nessuno pretende di soggiornare in "oasi di paradiso" ma almeno un riguardo ci deve essere ed è un obbligo morale ed anche civico.
Già civico!   ..e stendiamo un altro velo!


Chi fa impresa deve sapere meglio di altri che la propria attività imprenditoriale corrisponde alla propria identità personale, quindi: ordine, igiene, serietà, modernità e tecnologia.
Le aziende agrituristiche infatti sono l'opposto di quanto visto negli anni e la prova è che sanno fare impresa e offrono standard che nemmeno e in alcuni casi i campeggi offrono, però loro sono principalmente attività agricole in contesti rurali e hanno coltivazioni e magari del bestiame e allora perchè sono più ordinate e pulite?
Semplice e lo ripeto, sanno fare impresa,  punto!

Francesco Leidi
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