Area camper Porto Venere

Indirizzo:Via Olivo - Località Cavo, Porto Venere (SP)

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La posizione dell'area camper di Porto Venere è panoramica e suggestiva, da quì si gode di un bellissimo paesaggio sul piccolo golfo di Porto Venere e dell'isola di Palmaria di fronte, posizionata in alto e su un promontorio dista dal piccolo borgo ligure poco più di un chilometro, è raggiungibile con comodi bus di linea o navetta che ogni 20 minuti passano proprio di fronte all'ingresso del parcheggio, oppure con una salutare camminata di circa 20 minuti, un pò di fatica invece per il ritorno per la strada in salita.


La zona del parcheggio è tranquilla e poco rumorosa, segnalata in loco si trova in località Cavo tra Porto Venere e località Le Grazie, l'area camper è divisa in due zone ben distinte; il parcheggio per automobili in alto e l'area camper segnalata con apposite segnaletiche verticali invece è in basso e ha un ottima accessibilità, l'unico appunto una volta entrati è quello di fare attenzione ai rami degli alberi.

L'ingresso e la sosta sono regolamentati da parchimetro a moneta, carta e card e l'erogatrice dà anche il resto, le tariffe sono di € 1,85 ora o € 10,00 / € 15,00 (secondo la stagione) dalle 8.00 alle 20.00 dopo di che la sosta è gratuita, tempo massimo di permanenza 48 ore, i cani sono ammessi.

Il piazzale per la sosta camper è in piano e su fondo in blocchetti di porfido e le piazzole segnalate sono 18 disposte in diagonale, l'ombreggiatura è solo parziale sul lato mare, possiede l'illuminazione notturna da lampioncini pubblici, la zona ecologica con cassonetti per la raccolta differenziata ed il camper service.

Lo stallo dei servizi scarico e carico delle acque è posizionato prima del parcheggio camper, ha una buona accessibilità ed è consigliabile entrare di retro, scarso invece l'utilizzo del pozzetto di scarico, bisogna fare molta attenzione alla centratura, i servizi sono completi di una fontanella dell'acqua potabile di lato, inoltre ci sono altre due fontanelle dell'acqua potabile distribuite nel parcheggio.

Nota particolare è quella che sovente passano le forze dell'ordine, degli addetti al controllo dei pagamenti ed anche al corpo della Marina Militare, e per non incombere in sanzioni il ticket è da esporre ben visibile sul parabrezza.
Apertura annuale, le caravan sono ammesse cosi gli animali da compagnia.


Area sosta Porto Venere

Via Olivo - Località Cavo - 19025 Porto Venere (SP)
Coordinate GPS: 44.05946,9.84706  /  +44° 3' 34.06", +9° 50' 49.42"

Comune di Porto Venere
Via Garibaldi, 9 - 19025 Porto Venere (SP)
(centralino) Tel. +39 0187.794800
www.comune.portovenere.sp.it


IAT - Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica
Piazza Bastreri 7 - 19025 Porto Venere (SP)
Tel. +39 0187.790691


Pro Loco Porto Venere
Piazza Bastreri, 7 - 19025 Porto Venere (SP)
Tel. +39 0187.790691
www.prolocoportovenere.it


Pro Loco Le Grazie
Tel. +39 0187.792380


Servizi Portuali e Turistici S.r.l.
Tel. +39 0187.793042


Villa Romana Varignano
Tel. +39 0187.790307
Apertura: su prenotazione
Orario estivo: dal 16/06 al 15/09, dalle 13.30 alle 19.30
Orario invernale: dal 16/09 al 15/06, dalle 9.00 alle 15.00
Chiusura: ultima domenica del mese, 01/01, 01/05, 15/8, 25/12


www.portovenere.it
www.parconaturaleportovenere.it
www.portodiportovenere.it


turismocultura.spezianet.it
www.turismoprovincia.laspezia.it


www.turismoinliguria.it
www.rivieraligure.it
www.regione.liguria.it
www.liguriaplanet.com

Porto Venere (Portovénere in ligure, Portivène nella variante locale) è un comune italiano della provincia della Spezia in Liguria.
Per la sua estensione territoriale urbana è il più piccolo comune della provincia spezzina.
Dal 1997 Porto Venere, insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto ed alle Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.


Il toponimo Portovenere è conosciuto internazionalmente come la variante più diffusa, nonostante lo stesso statuto comunale, in virtù della tradizione storica consolidata, preveda la forma staccata del toponimo (Porto Venere) in tutti gli atti e documenti comunali ufficiali; l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), ente capofila e di rilevazione per lo Stato italiano, trascrive invece nei suoi documenti e censimenti la forma attaccata.


Il paese sorge all'estremità meridionale di una penisola, la quale, staccandosi dalla frastagliata linea di costa della riviera ligure di levante, va a formare la sponda occidentale del golfo della Spezia o detto anche golfo dei Poeti.
Alla fine di questa penisola si trovano tre piccole isole: la Palmaria, il Tino e il Tinetto; solo l'isola Palmaria, che sorge proprio di fronte al borgo di Porto Venere al di là di uno stretto braccio di mare, è in piccola parte abitata.


Molto rinomate le spiagge del comprensorio, grazie all'acqua cristallina e alla forte corrente del mar Ligure, che in prossimità della costa raggiunge repentinamente discrete profondità. Da segnalare le spiagge del lato nordovest dell'Isola Palmaria, citate peraltro nella Guida Blu del Touring Club Italiano e Legambiente. Sul borgo antico del paese, sulla falesia e sulle isole dell'arcipelago insiste il parco naturale regionale di Porto Venere, gestito dall'omonimo ufficio comunale.


Storia di Portovenere


Anche se le origini più antiche del borgo vengono fatte risalire sino al VI secolo a.C. con la presenza dei popoli Liguri, le prime datazioni storiche di Porto Venere risalgono a Claudio Tolomeo (150 d.C.) e all'Itinerario Marittimo (Itinerarium Maritimum Imperatoris Antonini Augusti) dell'imperatore Antonino Pio del 161 d.C. dove viene segnalato il borgo tra le località di Sestri Levante e Luni.


Il nome del borgo (Portus Veneris) derivava da un tempio dedicato alla dea Venere Ericina, sito esattamente nel luogo in cui ora sorge la chiesa di San Pietro.
Il nome era probabilmente legato al fatto che, secondo la tradizione, la dea era nata dalla spuma del mare, abbondante proprio sotto quel faraglione.


Il borgo originario (castrum vetus), abitato da antichi pescatori, era sito nell'attuale piazzale Spallanzani ed è oggi interamente scomparso.


Da località di pescatori, Porto Venere divenne base navale della flotta bizantina, ma fu assalita e distrutta dal re Rotari dei Longobardi nel 643 d.C..
I pochi reperti romani, consistenti in alcune murature rinvenute sotto il piazzale Spallanzani, si rifanno all'assorto periodo cristiano-monastico dei monaci di san Colombano, con l'antica chiesa di San Pietro della diocesi di Luni.
Tra i secoli VIII e XI fu oggetto di ripetuti assalti dei pirati saraceni e normanni.


Possedimento feudale dei signori di Vezzano furono gli stessi a cedere il feudo, verosimilmente nel 1139, a Genova che già nel 1113, come testimoniamo alcuni documenti, aveva edificato un quadrangolare castello sulla punta meridionale del promontorio dell'Arpaia, a fianco della primitiva chiesa di San Pietro; sempre nello stesso periodo genovese verrà costruita la chiesa di San Lorenzo e il borgo nuovo (castrum novum).
Sono del 1161 le mura che racchiudono entrambi i borghi, vecchio e nuovo, ed è infine nel 1162 che verrà sancito formalmente il passaggio delle due chiese sotto la giurisdizione del vescovo di Genova, confermando di fatto il completo dominio genovese sul borgo.


Nel XV secolo, con il respinto assalto degli aragonesi nel 1494, viene meno il dualismo tra i due borghi; il borgo vecchio viene distrutto e lascia libero lo spazio che ancora oggi si può osservare tra il borgo nuovo e la chiesa di San Pietro.
Sempre al dominio di Genova si devono le successive fortificazioni nel territorio di Porto Venere: la batteria di San Francesco e il forte di Sant'Ambrogio e, nei pressi della Palmaria, della fortezza di Torre Scola nel 1606.


Con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrerà dal 2 dicembre nel Dipartimento del Golfo di Venere, con La Spezia capoluogo, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese.
Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio di Porto Venere rientrerà nel VII Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Golfo di Venere e dal 1803 centro principale del III Cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere.
Dal 13 giugno 1805 al 1814 verrà inserito nel Dipartimento degli Appennini.
È in questa fase storica che, nel 1812, verrà realizzata la strada litoranea, denominata "Strada napoleonica" in onore del generale francese e oggi localizzata come strada provinciale 530, che ancora oggi collega il centro marinaro con La Spezia passando per i paesi di Fezzano, Le Grazie e Terizzo.


Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.
Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I° mandamento di Spezia del Circondario di Levante facente parte della Provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi.
Apprezzata località di villeggiatura di fine Ottocento e inizio Novecento - tra i suoi visitatori più celebri vi fu Lord George Gordon Byron - è ancora oggi una meta turistica di punta del panorama spezzino e ligure.


Nel 1998 ha ottenuto per i suoi beni architettonici e naturalistici l'ingresso nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità tutelati dall'Unesco - assieme ai Rolli di Genova e al suo centro storico gli unici due beni inseriti per la Liguria - e dal 2001 sede dell'omonimo parco naturale regionale.

Architetture religiose:
Chiesa parrocchiale di San Lorenzo e santuario della Madonna Bianca nel capoluogo.
La chiesa venne eretta dai genovesi nel XII secolo in stile romanico e in seguito restaurata ed ampliata, con importanti cambiamenti, tra il 1494 e il 1582.
Conserva opere d'arte, arredi e oggetti sacri del XIV e XVI secolo.


Chiesa di San Pietro nel capoluogo. Eretta tra il V secolo e il XIII secolo in stile gotico genovese, è arroccata sulla roccia del promontorio delle Bocche di Porto Venere. La chiesa di San Pietro è il "cristiano tempio" citato da Eugenio Montale in una suggestiva poesia, dedicata a Porto Venere.


Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella frazione di Fezzano.
Edificata nel 1740 ad unica navata, presenta diversi altari barocchi e un organo del genovese Luigi Ciurlo.


Santuario-chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie nella frazione delle Grazie.


Abbazia di San Venerio sull'Isola del Tino.
Il primo impianto religioso fu edificato nel VII secolo a cui seguì un nuova edificazione nell'XI secolo.
Abbandonata nel XV secolo, è oggi sede di un piccolo museo archeologico dove sono conservati oggetti e manufatti dell'epoca romana e della vita monastica.


Ruderi sull'Isola del Tinetto di un oratorio paleocristiano e di una chiesa risalente all'XI secolo, forse legata al culto di san Venerio, e con modifiche strutturali databili al XII e XIII secolo.
Sempre sul Tinetto, nella zona d'approdo a levante dell'isola, è presente un sacello del V o VI secolo.


Architetture civili


Ex complesso conventuale di San Francesco, oggi sede del municipio e di alcune abitazioni provate.


Torre e porta del centro storico di Porto Venere.
Collegata alla cinta muraria che sale al castello Doria, la medievale porta d'accesso al borgo vecchio reca l'iscrizione Colonia Januensis 1113, datazione d'inizio della dominazione repubblicana genovese.
A sinistra di essa sono presenti due misura di capacità genovesi risalenti al 1606.
La vicina torre, del 1161, con paramento a bugnato, presenta bifore e trifore.


Villa romana del Varignano, presso la frazione delle Grazie, risalente al I secolo a.C..


Faro di San Venerio presso l'isola del Tino, edificato nel 1839 ed entrato in funzione nel 1840.


Architetture militari


Castello Doria di Porto Venere.
La fortezza è situata su un'altura rocciosa dominante il borgo marinaro ed è considerata una delle più maestose architetture militari edificate dalla Repubblica di Genova nel levante ligure. Edificato nel 1161, fu al centro di nuovi e successivi lavori di ampliamento e di rimodernamento tra i secoli XV e il XVII.


Forte Cavour.
Situato sulla vetta dell'isola della Palmaria, l'opera fu portata a compimento nel 1861, su disegno del Genio del Regno di Sardegna, anche se già esisteva un analogo progetto difensivo durante la dominazione napoleonica.
Di proprietà militare la fortezza, in abbandono, non è visitabile.


Forte Umberto I.
Voluto dal Regno d'Italia, è situato nella punta nordorientale della Palmaria. La fortezza verrà realizzata tra il 1887 e il 1890 ed è di proprietà della Provincia della Spezia che, dopo un restauro, ne ha fatto la sede di un centro culturale legato al mare con spazi espositivi, congressuali e laboratori didattici nel campo dell'archeologia subacquea e della scienza marina.


Fortezza del Varignano.
Situato all'estremità della punta che separa il seno delle Grazie da quello del Varignano, la fortezza, già lazzaretto in epoca genovese (1724), dalla seconda guerra mondiale ospita il Comando subacquei ed incursori (Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei") della Marina Militare.


Batteria Semaforo sull'isola della Palmaria.
La stazione semaforica fu installata dalla Regia Marina negli anni trenta del XX secolo sul luogo dove, in epoca repubblicana genovese, insisteva una torre d'avvistamento circolare contro le incursioni piratesche; i dati meteo marini della stazione registrarono dal 1932 al 1962 e pubblicati dall'Istituto Idrografico della Marina.


Torre Scola, realizzata nel XVII secolo dalla repubblica genovese presso la punta Scola, a nord est della Palmaria.


Aree naturali


Tra i luoghi naturali del territorio di Porto Venere celebri sono le grotte marine Byron (cala dell'Arpaia), Azzurra (semi sommersa) e del Tinetto; la cavità dei Colombi e la parete del Tino; la secca di Dante e le cale Piccola e Grande. La grotta Byron - dal nome del poeta inglese George Gordon Byron che in questo luogo traeva ispirazione e meditazione per le sue opere letterarie - è situata presso lo sperone di roccia sottostante la chiesa di San Pietro e l'antica postazione difensiva; la cavità marina ha una profondità minima di cinque metri e una massima di venti lungo il fianco.

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