Punto sosta Palestra

Indirizzo:Via Cesare Pavese, Candelo (BI)

Contatti:

Il punto sosta attrezzato per camper "Palestra" di Candelo in provincia di Biella si trova in Via Cesare Pavese.
Anche questo come l'altro punto sosta in Via Mulini è un parcheggio per i camper ed è ubicato in centro del paese, è in piano su fondo in asfalto e ospita circa una trentina di camper, non è recintato ma illuminato da lampioni pubblici e come l'altro punto sosta non ha altri servizi che possano rendere confortevole la permanenza, c'è solo il camper service a pozzetto e una fontanella dell'acqua potabile (aperta da marzo a ottobre, salvo inverni particolarmente rigidi).

Il parcheggio è gratuito e gli animali sono ammessi.
Punto sosta aperto tutto l'anno (fontanella dell'acqua chiusa da novembre a febbraio incluso), non sono segnalati i limiti di permanenza.
Candelo è segnalato come uno dei borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione.

Area sosta "Palestra" Candelo
Via Cesare Pavese - 13878 Candelo (BI)
Coordinate GPS: 45.541987,8.115474  /  45°32'31.1"N 8°06'55.7"E

Come raggiungere l'area sosta:
Da Milano/Torino: autostrada A4 – uscita - Carisio – strada principale 230 fino all'incrocio con Candelo.
Da Genova: autostrada A26 - uscita - Vercelli ovest - strada principale 230 fino all'incrocio con Candelo.
Da Aosta: autostrada A5 - uscita - Santhià - strada principale 230 fino all'incrocio con Candelo.

Città di Candelo
Piazza Castello 29 - 13878 Candelo (BI)
Tel. +39 015.2534118 - Fax +39 015.2534112
www.comune.candelo.bi.it

Pro Loco di Candelo
Piazza Castello 16 - 13878 Candelo (BI)
Tel. +39 015.2536728 - Fax +39 015.2538957
www.prolococandelo.it

ATL Biella
Piazza Vittorio Veneto, 3 - 13900 Biella
Tel. +39 015 351128 - Fax +39 015 34612
www.atl.biella.it

www.ecomuseodelbiellese.it
www.candeloinfiore.it
www.turismo.biella.it
www.provincia.biella.it
www.ecomuseodelbiellese.it

www.regione.piemonte.it/turismo

www.piemonteitalia.eu
www.piemonteweb.it
www.turismopiemonte.com
www.itinerari-piemonte.it

Candelo (Candèj in piemontese, Canderium in latino) è un comune ìdella provincia di Biella.
È un importante centro storico conosciuto per la presenza di un antico ricetto medioevale.
Il suo territorio boschivo denominato Baraggione fa parte della Riserva naturale orientata delle Baragge.

Le potenzialità turistiche di un monumento medievale unico e di un paesaggio storico e naturale straordinario sono ancora tutte da scoprire: Candelo è uno di quei luoghi che entrano nei cuori di viaggiatori, uno di quei mondi a due passi da casa che paiono distanti nel tempo e nello spazio, ma che una volta scoperti non si abbandonano più.

Il turismo a Candelo è turismo d'esperienze: si assaporano storie, colori, odori e sapori di un paese, antico e vivo. Il turismo a Candelo è innamorarsi di un luogo speciale, fatto di pietra e di emozioni.

La cinta muraria:
La cinta muraria segue tutto il perimetro del complesso, di forma pseudo-pentagonale, tranne il lato sud, ora occupato dal palazzo comunale in stile neoclassico costruito nel 1819 su progetto dell'architetto Nicola Tarino di Biella. Stridente è il contrasto architettonico-ambientale con il ricetto. Le mura sono in ciottoli a spina di pesce (opus spicatum) con coronamento merlato (spessore circa cm.80).

Tutto intorno correva il cammino di ronda di cui permangono alcune mensole di sostegno in pietra con scanalatura centrale nel lato nord; in questo lato la cortina muraria ha subito varie modificazioni ed interventi. Una "via di lizza", ora per lo più scomparsa a causa del prolungamento di alcune case nel 1800, correva lungo tutto il perimetro delle mura per agevolare il compito dei difensori.

Le torri:
Gli angoli del ricetto sono protetti da torri rotonde, in origine tutte aperte verso l'interno per agevolare l'opera dei difensori, il vano cilindrico era infatti suddiviso da impalcature lignee a più piani incastrate nelle buche pontaie. Alcuni coronamenti in cotto, con decori di mattoni posti a scalare, risalgono alla sistemazioni successive dell'impianto.
L'angolo sud-ovest del Ricetto presenta due torri circolari di dimensioni e forme nettamente diverse. La più antica è quella più alta, chiusa e modificata alla fine del XVI secolo per essere adattata a prigione; qui venivano portati i prigionieri della Comunità di Candelo poiché potevano essere tenuti costantemente sotto controllo in modo da evitare gli eccessi presenti in altre prigioni dei Fieschi (es. Masserano).

Molto probabilmente era detta "torre della gogna" anche se mancano riferimenti documentali precisi in tal senso. La torre più bassa e tozza, attualmente sede dell' ufficio tecnico comunale, fu realizzata in epoca più tarda rispetto a quella sopra descritta e nel corso del tempo subì rimaneggiamenti e trasformazioni. L'unica via d'accesso al Ricetto era difesa, nel lato Sud, da una poderosa torre-porta originariamente aperta verso l'interno e senza copertura.

È un massiccio parallelepipedo, quasi interamente in mattoni, tranne il basamento (massi di pietra squadrati). Essa presenta decori a fascia e merlature di coronamento. La torre presenta due aperture verso l'esterno (una sola verso l'interno): un passo carraio (apertura più grande) e una postierla con pedanca più piccola per le persone).

Le chiusure erano assicurate da due ponti levatoi, manovrabili mediante bolzoni (travi di legno impiegate per azionare i ponti levatoi) che, per mezzo di sistemi di carrucole o meccanismi a bilico, si muovevano entro strette fessure ancora ben visibili. All'interno, verso la piazzetta, la torre.porta presenta un ribassamento e un unico ingresso; pregevole è la bella volta in mattoni del XIX secolo. Alla destra della torre-porta vi è un'altra torre angolare rotonda, aperta e con merlature a coda di rondine.

Recentemente è stata realizzata una struttura che permette la visione panoramica dall'alto del Ricetto: per questo motivo la torre est è ora conosciuta come torre osservatorio. Al centro del lato nord, tra due torri angolari rotonde, si trova la torre di cortina.

È possente, quadrata, aperta e costruita quasi interamente con grandi massi squadrati ; più tardo è il coronamento in mattoni. Oltre allo scopo difensivo, fungeva da collettore per lo scarico di acque e liquame, come rivelano le feritoie in basso.

Ancora oggi assolve il compito di far defluire tutta l'acqua superficiale del ricetto. A tal proposito fondamentale risulta la pendenza del terreno da Sud a Nord, con un ulteriore dislivello ad "imbuto" nei pressi della torre.

La torre del Principe:
Varcata la torre-porta, ci si trova in una piazzetta pavimentata con le pietre tondeggianti del vicino torrente. Sulla destra, l'edificio più imponente che sovrasta tutti gli altri è la " casa del principe", l'abitazione che Sebastiano Ferrero si fece costruire dopo aver ottenuto dal duca Filippo II Senza terra., nel 1496, l'investitura feudale e la concessione dei dazi candelesi. Sebastiano Ferrero per realizzare questa dimora modificò e sopraelevò le cantine preesistenti, denominate nei documenti domuncolae, piccole case, che formavano una delle isole edilizie ossia l'aggregato di costruzioni confinanti che compongono l'insieme degli edifici del ricetto.

La casa di Sebastiano Ferrero, il potente signore del luogo, non solamente si differenziava dalle altre costruzioni per le dimensioni; la sua forma tozza ed elevata più che ad una dimora signorile fa pensare ad una casa-torre con funzioni difensive, quelle che nei castelli sono affidate al battifredo o al maschio o dongione.

Altri caratteri distinguevano la dimora signorile dalle altre costruzioni: lo spazio esterno, una sorta di cortile ad uso prevalente del feudatario e, soprattutto, gli elementi di decoro che abbellivano le facciate e gli ambienti interni. Livio Pozzo, nel suo opuscolo intitolato Canderium ne ricorda gli splendori con una vena di amaro disappunto (modificazione e manomissioni hanno compromesso l'integrità degli addobbi interni): " Entrati, ci troviamo subito in una specie di piazzetta, fronteggiata da una costruzione dominante fra le altre, e munita di un mastio,; è il "Palazzo del Principe", e venne fatto costruire da Sebastiano Ferrero sulla fine del 1400.

Fino a pochi anni or sono si ammiravano in esso bei fregi in terra cotta alle finestre, arazzi e mobili antichi, e persino la sala del trono; eravi inoltre due soffitti in legno bellissimi, a cassettoni, poggianti su eleganti mensoline; uno fu asportato ed ora trovasi al Castello Medievale del Valentino Torinese; l'altro, già da tempo guasto e deturpato, venne recentemente distrutto da un incendio. Alle pareti si distinguono ancora, qua e la, frammenti di decorazione a fresco che non mancano di grazia".

Chiesa di Santa Maria Maggiore:
Situata in via Roma, è una chiesa risalente al XII secolo. Ha subito ripetute modifiche e ampliamenti fino al XVIII secolo. Preziose sono le rifiniture interne in legno; conserva opere d'arte del XVII secolo.

Chiesa di San Lorenzo:
Situata nella omonima via, e la sua originaria edificazione viene fatta risalire ad un periodo antecedente l'anno 1000. È stata interamente ricostruita in stile barocco nella seconda metà del XVII secolo. Opere artistiche e preziose finiture in legno vi sono conservate all'interno.

Archeologia:
Sito di Ysangarda - situato nella Baraggia è una zona di interesse archeologico nella quale sorsero tra il XII e il XV Secolo un villaggio ed una serie di fortificazioni appartenute alla potente famiglia Vialardi.

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