Area sosta Il Saliceto

Indirizzo:Località Saliceto - SS 113, Gioiosa Marea (ME)

Contatti: Info: +39 351.0273243 - www.salicetosostacamper.com

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Nel Golfo di Patti, in Sicilia, è nata una nuovissima area sosta camper e caravan con vista panoramica sulle Isole EoliePochi sono i metri che separano l'area sosta Il Saliceto dal mare blu, pochi di più per raggiungere la prima località balneare attrezzata di tutti i servizi commerciali e di intrattenimento, Patti Marina. L'area sosta camper e caravan il Saliceto è ubicata nella omonima frazione del comune di Gioiosa Marea (ME).. il tratto di mare poco frequentato, ha un'ampia spiaggia completamente libera e con ghiaietto fine fine.

Inaugurata da pochissimi giorni, il Saliceto, è una struttura ricettiva privata, molto rustica ed anche semplice ed è completamente al sole. Ha quasi tutto per una sosta confortevole, in allestimento il blocco servizi igienici anche per disabili, le docce esterne, corrente elettrica e il camper service tutto incluso nelle tariffa gionaliera.

L'area sosta Il Saliceto è una area sosta camper e caravan semplice, rustica ma confortevole, è posizionata strategicamente a poche centinaia di metri da Patti Marina e da tutti i suoi servizi commerciali e di intrattenimento, a due chilometri e mezzo da San Giorgio, altra frazione del comune di Gioiosa Marea, inoltre c'è il bus di linea con la fermata a 250 metri circa. L'area sosta Il Saliceto si trova lungo la SS 113 in direzione Palermo sul confine con Patti Marina.

Con ottima accessibilità, l'area sosta si trova a circa 550 metri dal primo negozio di alimentari, poco di più per la prima banca con bancomat, invece a 500 metri circa il primo distributore di benzine. Il casello dell'autostrada A20, con uscita Patti, dista solamente sei chilometri.

Il Saliceto è una struttura ricettiva privata ed occupa una superficie di circa 4000 mq., non è recintata ma custodita dal proprio personale, la zona è tranquilla ed è sistemata in un pianoro erboso e poco ombreggiato. La sua fortuna è quella di essere sistemata direttamente sul mare, con spiaggia libera e in ghiaietto fine, l'area sosta camper e caravan ha vista panoramica del Golfo di Patti e delle Isole Eolie.

L'area sosta Il Saliceto dispone 45 piazzole in piano e su erba e terra battuta, illuminate in modo discreto e poco invadente ha gli allacciamenti alla corrente elettrica e acqua potabile, all'ingresso la reception in legno dove registrarsi all'arrivo e dove anche raccogliere il materiale sulle informazioni del territorio, dietro di essa invece c'è il blocco servizi igienici anche per i disabili, le docce esterne e i lavelli per la pulizia delle stoviglie. Per gli amanti con imbarcazione o gommone al seguito, si segnala un alaggio natanti a un chilometro dall'area di sosta nella frazione di Marina di Patti.

Infine lo stallo sanitario per le operazioni di carico e scarico delle acque reflue, sebbene di fattura artigianale ha una buona accessibilità ed utilizzo del servizio, un invaso di discrete dimensioni con al centro il classico tombino pluviale, con al lato la fontanella dell'acqua per la pulizia e una tramoggia in cemento per lo scarico delle cassette estraibili.

Apertura annuale, non ci sono limiti di permanenza, i cani sono ammessi ma sotto la responsabilità del proprio padrone e con l'obbligo tassativo della raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere: Vedi contatti - sito web.

Area sosta Il Saliceto
Località Saliceto - 98063 Gioiosa Marea (ME)
Info: +39 351.0273243
salicetosostacamper@gmail.com
www.salicetosostacamper.com
Coordinate GPS: 38.15759,14.96251 / 38°09'27.3"N 14°57'45.0"E

Comune Gioiosa Marea
Via G.Natoli Gatto, 115 - 98063 Gioiosa Marea (ME)
Tel. +39 0941.363301
www.comunegioiosamarea.gov.it

Antiquarium Gioiosa Guardia
ex Biblioteca - Via Umberto I° - 98063 Gioiosa Marea (ME)
Tel. +39 0941.363364 / +39 0941.363333

Ufficio Informazioni Turismo di Tindari
Via Teatro Greco, 15 - Località Tindari - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.369184 - Fax +39 0941.369184
aastpatti@katamail.com

Villa Romana di Patti
Via Giovanni XXIII 2 - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.361593

Area archeologica Teatro antico e Antiquarium di Tindari
Via del Teatro Greco - Località Tindari - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.369023

www.golfodipatti.it
www.pattionline.it

messina.goturismo.it
www.messina-sicilia.it
www.eolie.me.it
www.guidemessina.it
www.provincia.messina.it
www.siciliaorientale.com
www.vulcanovacanze.it

www.guidasicilia.it

www.trinacria-accommodation.com
www.guidasicilia.it
www.sicilia.info
www.labellasicilia.it
www.agriturismo-sicilia.it
www.regione.sicilia.it
pti.regione.sicilia.it

Gioiosa Marea (Giujusa in siciliano) è un comune della città metropolitana di Messina in Sicilia.
Il nome è legato a un altro paese, Gioiosa Guardia, che sorgeva sul Monte Meliuso e che fu abbandonato in seguito al terremoto del 1783 e alla carestia dell'anno successivo; i suoi abitanti, evacuati, fondarono un nuovo centro sulla costa, ribattezzandolo appunto Gioiosa Marea, per distinguerlo dal vecchio. È tra le mete turistiche più rilevanti della provincia di Messina e della Sicilia.

Il territorio ha un'estensione di 26 km² e il centro cittadino sorge a 30 metri sul livello del mare. Gioiosa Marea fa parte del consorzio Costa saracena ed è situata a circa 20 km dall'antica città greco-romana di Tindari, circa 80 km da Cefalù e 90 dall'Etna. Dista 61 km dal casello di Messina nord e 150 da Palermo est. È dotata di una piccola stazione ferroviaria sulla linea Messina-Palermo e gli aeroporti più vicini sono l'Aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo e l'Aeroporto di Catania-Fontanarossa.

Storia

Origine: Agatirno e la via dell'ossidiana
Indissolubilmente associate alla storia di Gioiosa Guardia e del Monte Meliuso che la domina, le origini di Gioiosa si vogliono legate a quelle della città scomparsa di Agathirnon, la cui potenziale ubicazione sul Monte Meliuso non è mai stata accertata ne confutata, mantenendo dignità quantomeno pari ad ogni altro sito del comprensorio che ne rivendica l'origine. È accertato, invece, che sul Meliuso già dal V secolo a.C. vi fu un insediamento umano pressoché coevo alla nascente città greco-siracusana di Tyndaris e che, probabilmente, sorgeva sulla via dell'ossidiana che da Lipari giungeva a Mylae (Milazzo) e infine a Randazzo. A testimonianza di ciò sono state rinvenute delle ceramiche che fanno intuire l'antica e sostanziale relazione tra gli abitanti del Meliuso con Tauromenion (Taormina), Lipara (Lipari), Kephaleidon (Cefalù) e Catana (Catania).

Storia antica: Oppidum Guardiae Jujusa

Origine della città di Guardia e della Tonnara di San Giorgio
Le origini del primo abitato sono fatte risalire alla liberazione dell'Isola dai Saraceni effettuata dal conte Ruggero d'Altavilla nel 1062. Sotto il regno di Federico III di Aragona, essendo l'Isola "travagliata da stragi, guerre intestine e pestilenze" si crearono le cosiddette capitanie a guerra nelle città demaniali e nella vicina Patti fu nominato capitano Bonifacio d'Aragona e successivamente Vinciguerra d'Aragona che a Gioiosa Guardia costruì un castello (attualmente in stato di secolare abbandono). Fu quest'ultimo che sul Meliuso vide la necessità di "fabbricar una torre e ne attuò l'idea" in un luogo "tutto di pietra calcare massiccia" ove sorse l'Oppidum Guardiae Jujusae. L'importanza di Jujusa Guardia era magnificata dalla sua posizione: "a ciel sereno dominava un orizzonte immenso che spaziava dalle Eolie (specie Vulcano e Lipari) all'Aspromonte di Calabria, al Capo di Messina, dall'Isola di Ustica a Capo Gallo a Palermo, al Monte Pellegrino e dalle Madonie all'Etna". Nel XV secolo sorse la cosiddetta Chiesa del Giardino, probabilmente costruita sui resti di un tempio dedicato alla dea madre, simile a quello dedicato al culto di Artemide sorto, invece, in cima alla poco distante rocca di Capo Calavà.

Nel 1407, re Martino I di Aragona concesse al barone Berengario Orioles Lanza "il Giorgio di Giojosa" per il calo della Tonnara. Da allora la pesca del tonno ha caratterizzato l'attività di questo centro marinaro fino agli inizi degli anni sessanta del Novecento, rendendolo uno dei più prestigiosi in tutto il territorio regionale anche se oggi, dell'assetto originario, restano solo l'impianto planimetrico, la volumetria e alcuni brandelli della parte abitativa.

XV e XVI secolo
Del XV-XVI secolo è anche la marmorea statua della Madonna del Giardino, poi detta anche delle Nevi, probabilmente la statua più antica di Guardia; e suo oggetto d'arte più prezioso conservato nel tesoro parrocchiale, ovvero una corona argentea del XV secolo. Pare che la Madonna, se non è attribuibile a Antonello Gagini, lo è alla sua bottega.

Grazie alla posizione sopraelevata, l'antica Gioiosa rimane indenne alle incursioni piratesche, mentre i dintorni, la costa e le Eolie di fronte sono sciacallate dalle furiose scorrerie di Khayr al-Din Barbarossa e di Dragut. A testimonianza di queste scorribande sul litorale della Costa Saracena ancora sorgono numerose torri di vedetta marine e marittime per lo più costruite da Camillo Camilliani e Tiburzio Spannocchi. Dell'ultimo quarto del Cinquecento sono anche le prime carte parrocchiali che attestano la sempre crescente urbanizzazione della cittadina: sorgono abitazioni, palazzi, chiese, forni e nel 1537, dal sinodo tenuto da mons. Albertin, risulta che in una chiesa di Jojusa Guardia viveva un sacerdote di rito greco-ortodosso, quindi sposato vivente more graecorum, e par che ciò costituisse scandalo tanto che la Costitutiones spagnola dispose la sua rimozione.

XVII secolo
Il secolo XVII vede il fiorire di numerose confraternite e, a causa dell'incremento demografico, la cittadina si dota della nuova Chiesa di Santa Maria delle Grazie, intorno al 1650 conta oltre dieci edifici religiosi intra et extra moenia (tra cui l'Oratorio dedicato a San Filippo Neri) e una popolazione di 2679 abitanti, ben superiore a quella della stessa Patti, con cui si contende la baronia vescovile.

Nella prima metà del Seicento si censisce anche una faida cittadina che ebbe il suo apice nel 1639 e vari omicidi (donne e preti inclusi) perpetrati con le prime armi da fuoco (ovvero i misere uccisi cum scopettata) nonché i primi commerci marinari e le prime tragedie di mare (i misere sommersi). Nel tardo Seicento turbolenta fu anche l'amministrazione della tonnara: fu venduta, poi abbandonata, infine divisa tra il segreto di Patti e il convento di San Francesco d'Assisi di Palermo e data a censo a un barone pattese. Il secolo, tra dispute varie, finì con la fondazione in Gioiosa Guardia di un convento femminile (nel 1730 vi erano 32 recluse) e di una collegiata maschile.

XVIII secolo
Nel XVIII secolo ha inizio il lento esodo da Gioiosa Guardia verso le aree collinari sottostanti e verso la costa. Così, mentre la vecchia lite sul baronato si conclude a delega di Carlo III di Borbone, sotto il cui regno nel 1738 si condanna Giojosa a pagare al vescovo di Patti le decime sul vino, sull'olio, sui gelsi, sulle ghiande, sui frumenti e a riconoscere il vescovo di Patti come signore di tutte le proprietà, l'oratorio di San Filippo Neri conosce un insperato splendore: a magnificare la preziosità degli oggetti censiti, a Guardia si crearono sculture di gran maestria come una sedia presidenziale "riccamente decorata da efflorescenze", e videro luce soprattutto i dipinti di Olivio Sozzi che tuttora adornano le chiese gioiosane e del suo comprensorio.

Una "città fantasma": il terremoto del 1783 e l'abbandono di Guardia
Il terremoto colpì Guardia di sera, alle 19 del 5 febbraio del 1783: tutte le case furono lesionate e la gran parte definita pericolante. Era il quarto terremoto in mezzo secolo e seguiva di un secolo quello del 1693 che interessò in maggior parte il Val di Noto. A seguito degli ingenti danni Jojusa Guardia venne esentata dal pagare tande e donativi. A peggiorar la situazione, l'anno dopo un'invasione di cavallette rovinò i raccolti, ne seguì una terribile carestia (che nella vicina Naso provocò tumulti). Il pericolo dei corsari era finito, si pensò di costruire Giojosa in riva al mare portando seco tutto ciò di cui possibile poteva essere il trasporto. Assai presto sorsero dissidi per la scelta del nuovo sito: Ciappe di Tono (l'odierna Gioiosa Marea) o contrada Cicero (l'odierna San Giorgio di Gioiosa Marea)? Prevalsero i primi.

Gli ultimi abitanti lasciarono Giojosa Guardia nel 1813, ma già l'ordine reale che vietava le riunioni della deputazione a Guardia è datato 29 aprile 1797. Da allora il vecchio abitato di Gioiosa Guardia risulta disabitato e può essere considerato a tutti gli effetti una delle rare città fantasma siciliane.

Storia moderna: Gioiosa Marea, perla del Tirreno
La nuova Gioiosa si ricostruì con materiali, pietre e financo criteri urbanistici della vecchia, pur nell'ovvio rispetto della diversa disposizione territoriale che dovette innanzitutto tener conto del mare. Nel lento corso dei decenni si trasferirono gran parte degli edifici religiosi e civili di Guardia (dall'Oratorio di Sant'Ignazio di Loyola, la Chiesa e l'Oratorio di Sant'Anna, al Palazzo Forzano) e iniziarono i lavori per le nuove costruzioni. La gaginiana statua della vetusta protettrice Santa Maria delle Nevi fu posta nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Lo spostamento della statua del santo patrono (San Nicola di Bari) fu l'evento più importante per tutta la comunità gioiosana di quel periodo e avvenne nell'Ottava di Pasqua del 1797.

Gioiosa Marea nell'Ottocento
Carl Grass, viaggiatore tedesco, nel 1804, insieme alla leggenda di un antico tesoro lì nascosto e ad alcuni divertenti aneddoti riguardanti i notabili locali alle prese niente meno di che con Ferdinando I di Borbone, descrive la fiumara di Gioiosa, gli incanti delle sue colture, la bontà dei fichi locali. Nel 1809 viene ultimata la Chiesa nel popoloso borgo marinaro di San Giorgio. Nel 1812, dopo la ripartizione dell'Isola nelle tre Valli e la messa in vigore della nuova Costituzione, finalmente Gioiosa non deve più pagare contributi al vescovo, ne avere capitani di giustizia, giurati e sindaci eletti dal barone. Intorno al 1820 il paese incomincia ad aver vita tanto che proprio quell'anno vi furono insurrezioni e moti popolari cui la popolazione non poté non partecipare. Nel 1825 si censiscono 3535 abitanti, e monsignor Gatto si lamenta del "moralmente critico" stato in cui versa la condizione spirituale della popolazione! Nel 1842, grazie al contributo di fedeli e di re Ferdinando II di Borbone s'iniziò la costruzione della nuova matrice e, si costruì un orologio pubblico (collocato nella torre campanaria nel 1902).

Intorno al 1848, anno di moti popolari (nella vicina Palermo e in buona parte d'Europa) la banda musicale gioiosana è tra le più importanti del comprensorio. Tra il 1850 e il 1857 si costruisce la strada provinciale (l'odierna Strada statale 113 Settentrionale Sicula) che in prossimità di Gioiosa vuole dire la perforazione dell'imponente impianto granitico-pegmatico della Rocca di Calavà (nel 1864), unico in tal genere nell'Isola con pareti a strapiombo sul mare alte fino a 137 metri (Rocca che, inoltre, è il punto più prossimo alle Isole Eolie).

L'impresa de I Mille accende gli animi della popolazione (banda cittadina in testa) tanto che, per mantenere l'ordine pubblico, s'istituì a Gioiosa una Guardia Nazionale volontaria. Di quegli anni restano tracce in contrada Calavà dove un muro (il Muro di Garibaldi) testimonia l'appoggio della cittadinanza gioiosana alla causa garibaldina. Annessa l'Isola al nuovo regno, a Gioiosa le persone "più ragguardevoli" si munirono di un locale adatto per leggere, conversare, giocare: lo si volle chiamare Roma Redenta (1865). Nello stesso periodo, a fare da contraltare, sorse anche una Società Operaia.

La cittadina si fornì di un acquedotto, di un teatrino e vi era un piccolo scalo marittimo utile per l'esportazione della seta. S'iniziò ad alternare la coltura delle piante di limone, arancio, della vite e dell'ulivo, abbondava il "minuto commercio" dei generi di consumo, pur non mancando quelli che muovevano "capitali di non poca entità". La Tonnara della popolosa frazione San Giorgio cambiò proprietà e divenne appannaggio della Baronia di San Giorgio.

Gioiosa Marea nel primo Novecento
A cavallo tra XIX e XX secolo, attraverso l'operato di tre importanti personalità cittadine (il sindaco Giuseppe Natoli Gatto, l'arciprete don Emanuele Barbera e il sindaco Giuseppe Prestipino Giarritta), si pongono le basi dell'attuale tessuto urbanistico, sociale e morale della comunità gioiosana. Così, se al Natoli è da attribuire l'istituzione del primo asilo infantile, la sistemazione della Piazzetta delle Erbe (ora Piazza Mercato), la sovrintendenza alla costruzione della linea ferrata (tra il 1890 e il 1892), a don Barbera si deve il completamento della Chiesa Matrice e il suo abbellimento (per esempio con lampadari provenienti dalle vetrerie di Murano), al Prestipino Giarritta va dato merito dell'ampliamento del cimitero e, intorno al 1912, la costruzione di una terrazza che domina sul mare, il Canapè, tanto invidiata dalle cittadine del comprensorio.

Con l'avvento dell'età fascista lo spiritò cittadino ebbe nuova linfa: s'inaugurò il monumento ai caduti nella prima guerra mondiale (1925), la rete stradale si arricchì di strade larghe e regolari e, intanto, mentre fiorì un prezioso artigianato locale, ci si operò per la giunta dell'energia elettrica. Nonostante ciò la condizione economica della stragrande parte della popolazione sfiorava l'indegenza e, già da decenni, costringeva molti a emigrare, soprattutto negli Stati Uniti e in Sud America tanto che compaiono nei libri parrocchiali atti rimessi da parroci d'oltreoceano.

La guerra, a parte i bombardamenti del 1943 che interessarono tutta la cittadina e danneggiarono buona parte dei palazzi più eleganti, non causò gravi danni. Il paese rischiò di essere distrutto quando un milite tedesco sparò dalla sua postazione, in cima al campanile della matrice, contro un blindato dell'armata americana del generale Patton che avanzava da Torre Ciaule; poco dopo apparvero al largo delle coste alcune navi americane che presero a bombardare il paese, per poi smettere e risparmiarlo.

Del primo dopoguerra è anche la costruzione del cimitero della frazione di San Giorgio, sorto dopo uno sciopero generale cui seguirono scontri con le forze dell'ordine e strascichi giudiziari.

Adagiata sul litorale tirrenico della costa siciliana, Gioiosa Marea è una cittadina dalla naturale vocazione turistica nonché il comune del litorale più prossimo alle Isole Eolie. Oltre al turismo che occupa buona parte della popolazione, attività preminenti nel territorio gioiosano sono legate alla piccola imprenditoria (industria nautica in primis) e al commercio che hanno in grande parte soppiantato l'agricoltura, l'artigianato e la pesca locale. Gioiosa è rinomata per le sue spiagge, i tramonti estivi, la gastronomia e l'animo gioviale dei suoi abitanti.

Antiquarium “Gioiosa Guardia”
Il piccolo Antiquarium Comunale è stato allestito all’interno dei locali dell’ex Biblioteca dislocati in pieno centro urbano, lungo la Via Umberto I°, asse stradale principale della cittadina. Esso si compone di una grande e ampia sala espositiva e di due ambienti funzionali alla struttura.
L’Antiquarium è dedicato al sito antico di Gioiosa Guardia, un insediamento protostorico progressivamente ellenizzato individuato negli anni ottanta su un terrazzo delle pendici orientali del Monte Meliuso e intende offrire al visitatore tutte le informazioni necessarie sull’abitato antico e sulle presenze archeologiche note nel territorio prossimo.Il percorso espositivo, dimensionato agli spazi disponibili, , si snoda all’interno della sala con andamento anulare rispetto ai grandi contenitori, utilizzati per lo stivaggio delle granaglie, sistemati su pedane al centro del vano.I reperti esposti documentano tutte le fasi di vita dell’abitato: da quella protostorica, con reperti databili tra il Bronzo finale e l’età del Ferro (vtr. A) e quella greca (VI-IV) sec. a.C..), con oggetti che costituivano l’arredo domestico di alcune delle abitazioni più compiutamente esplorate (vtrr. B e C) e il corredo di alcune sepolture (vtr D) databili nel corso del IV Sec. a.C.L’esposizione include anche una bella ricostruzione didattica di un telaio per la tessitura della lana.

Grotta del Tono
La Grotta del Tono è una delle bellezze naturali di interesse storico- geologico.
Ubicata di fronte alla Stazione Ferroviaria ad una quota di circa m 10 s.l.m., vi si accede tramite un’imboccatura larga circa 180 cm ed alta 160 cm, e si sviluppa attraverso una varietà di cunicoli, che si intersecano in diversi punti sia a destra che a sinistra congiungendosi tra di loro.

La cavità era originariamente al livello del mare, come suggeriscono le sabbie fini incoerenti che restituiscono gusci di Pulmonati individuati al fondo di una delle gallerie. Internamente, almeno nel settore esplorato, essa si articola in due camere di dimensioni diverse e numerosi cunicoli, ciechi in alcuni segmenti, tra loro collegati con andamento quasi circolare, oggi parzialmente percorribili. ( Tratto da “Gioiosa Guardia” a cura della Reg. Siciliana Ass.to Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione Soprintendenza beni Culturali e Ambientali di Messina Servizio per i Beni Archeologici – Unità Operativa VII) Caratterizzata da rocce calcaree dà origine ad un fenomeno di tipo carsico che si manifesta nella Grotta con concentrazioni calcaree e formazioni stalattitiche e stalagmitiche.

I primi accenni sulla Grotta risalgono al XIX Sec. – Busacca, nel dizionario geografico-statistico-biografico, così scriveva: “Degno di ammirazione è un sotterraneo che pochi anni or sono si scoprì ne Comune di Gioiosa Marea…” – Nella “Geografia d’Italia”di Gustavo Strofanello si legge: “Poco lungi dall’abitato di Gioiosa Marea, presso il mare, fu scoperto un sotterraneo….”

Nel 1981/82 sono stati eseguiti all’interno della Grotta due brevi interventi esplorativi dando alla luce materiali preistorici relativi alle culture di “Diana” di “Piano Conte” e di “Piano Quartara” località dell’isola di Lipari da cui prende il nome la ceramica, oggi esposti nel Museo “Paolo Orsi” di Siracusa.

Allo stato attuale non è possibile risalire alla natura dell’insediamento della Grotta e quindi si richiede la necessità di eseguire degli interventi mirati ad approfondire le indagini. E’ da tenere presente che la facile accessibilità ha favorito in passato l’insediamento umano. E’ stata avanzata una istanza di finanziamento all’Assessorato Regionale Beni Culturali ed Ambientali con la quale si chede l’approvazione del progetto intitolato “DAL BUIO ALLA LUCE” (Prog,13613 del 29/09/03) volta alla fruibilità delle Grotte. Nell’Agosto 2005 l’Amministrazione Comunale di Gioiosa Marea si è fatta carico di effetture degli interventi atti a poter rendere fruibile parte dei locali.

Museo di Arte Sacra
Il Museo di Arte Sacra di Gioiosa Marea, progettato in collaborazione tra il Comune, la Parrocchia San Nicolò e la Diocesi, è altro luogo qualificante del Museo diffuso in diocesi. Organicamente collegato col Museo diocesano, si relaziona con i numerosi beni culturali e con le varie testimonianze di rilevante valenza artistica presenti in Gioiosa Marea e nei comuni dei Nebrodi e della Costa Saracena.
L’esposizione, variegato mosaico di testimonianze culturali, nel limitato spazio disponibile, presenta opere significative dei periodi più importanti della storia religiosa e civile della cittadina di oggi e di ieri, Gioiosa Marea e Gioiosa Guardia. Borgo, quest’ultimo, posto in alto sulla montagna, a sette chilometri dal mare e scardinato, nella penultima decade del diciottesimo secolo, da tremendi terremoti (1780, 1783 e 1786) che costrinsero gli abitanti al trasferimento sulla costa, dando origine alla Gioiosa di oggi.

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