Parcheggio Paradiso Camper & Auto

Indirizzo:Via Tavine, Salò (BS)

Contatti: Info: Sig. Ardito +39 334.9045145

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A Salò (BS), finalmente da poco è stato aperto in riva al lago un approdo per gli autocaravan attrezzato ma anche per le automobili con zone dedicate e separate per loro, il Parcheggio Camper Paradiso è a gestione privata ed è custodita e recintata. Dista dal centro della cittadina lacustre poco meno di un chilometro e mezzo, percorribile anche in bicicletta oppure con una fermata del bus di linea a cento metri circa, subito disponibili nel raggio di 500 mt. un supermarket e distributore di benzine.

Un parcheggio interessante, semplice e in riva al lago..
Nessuna colata di cemento se non per la sola struttura in muratura dei servizi igienici con la doccia e per la cassa automatica, ma un oasi verde con ampi terrazzamenti panoramici con vista lago, le tre terrazze sono separate da filari di siepi, buona l'accessibilità interna con le corsie di transito su ghiaia e con tutte le piazzole di sosta segnalate con la propria numerazione. Il parcheggio dispone di ingresso ed una uscita separati ma in un unico punto con sistema automatizzato e con sbarre automatiche, il parchimetro rilascia un biglietto che verrà pagato per uscire venti minuti prima con la cassa automatica.

Tutte le quarantasei piazzole di sosta sono in piano, tranne la zona più a monte con un leggero declivio nella parte destra, inoltre sono tutte fornite di colonnine per l'erogazione della corrente elettrica inclusa nella tariffa giornaliera, l'ombreggiamento è buono ma solamente nella parte più interna, il clima mite del lago però rende la sosta comunque confortevole soprattutto la sera, sia le corsie di transito e le zone di sosta sono illuminate la notte da vari lampioni.

Pochi ma essenziali i servizi..
Una nuova costruzione in muratura con due porticati offre ai propri ospiti un solo servizio igienico con la turca in metallo e una doccia con pagamento a moneta, sull'altro lato invece è posizionata la cassa automatica per il pagamento del biglietto, funziona sia a moneta che con banconote, la struttura in muratura con la cassa segnalata è vicina all'ingresso del parcheggio. Il parcheggio Paradiso è a conduzione privata ed è tutta recintata, video sorvegliata e con vari punti antincendio. Verranno aggiunti a breve, sono in fase di realizzazione, una zona barbecue e un'altra per i picnic con un parco giochi attrezzato per i bambini, anche il servizio internet wifi. Altri servizi sono il cambio delle bombole del gas propano su prenotazione e la zona ecologica della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

Ottima la posizione del camper service..
Questa piazzola sanitaria verrà ulteriormente sistemata con un invaso di cemento ancora più ampio, al suo centro e posizionato correttamente l'ampio pozzetto di scarico carrabile auto pulente tutto in acciaio inox, il sistema di risciacquo è artigianale ma funzionale con apposito tasto sistemato su un palo in ferro, così anche la pratica e funzionale tramoggia sempre in acciaio inox per lo scarico delle cassette estraibili, è presente il manicotto di gomma gialla per la pulizia dello stesso. Sempre a breve verrà aggiunta la propria fontanella per il carico dell'acqua potabile, comunque nessun problema, ci sono provvisoriamente ben tre punti nel parcheggio per effettuare il carico dei serbatoi.

Apertura annuale, non ci sono limiti di permanenza, i cani sono ammessi ma sotto la responsabilità del proprio padrone e con l'obbligo tassativo della raccolta delle deiezioni canine. A poche centinaia di metri è presente anche la spiaggia per i cani.
Tariffe giornaliere: Tutto incluso € 15,00 24 ore - € 5,00 un ora.

Parcheggio Paradiso Camper & Auto
Via Tavine - 25087 Salò (BS)
Info: Sig. Ardito +39 334.9045145
Coordinate GPS: 45.596620, 10.523618 / 45°35'47.8"N 10°31'25.0"E

Comune di Salò
Lungolago Zanardelli 55 - 25087 Salò (BS)
Tel. +39 0365.296801- Fax +39 0365.42926
www.comune.salo.bs.it

I.A.T. (Informazioni ed Accoglienza Turistica)
Piazza S. Antonio - 25087 Salò (BS)
Segreteria IAT
Tel. +39 030.3748745 - Fax +39 0365.21423
iat.salo@provincia.brescia.it

Museo di Salò - MUSA
Via Brunati, 9 - 25087 Salò (BS)
Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano
Lungolago Zanardelli, 55 - 25087 Salò (BS) 25087
museodisalo.it

Museo del Nastro Azzurro
Proprietà e Gestione Fondazione Museo Storico del Nastro Azzurro
(ente di diritto privato)
Via Livorno 7 - 25125 Brescia
Tel. +39 030.2426755

Centro studi del periodo storico della Repubblica Sociale Italiana
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Salò (in latino Salodium) è un comune della provincia di Brescia in Lombardia. Di fondazione romana, durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale Salò fu sede di alcuni ministeri della Repubblica Sociale Italiana. Il Comune di Salò, che si affaccia sull'omonimo golfo del lago di Garda, è racchiuso a ovest e a sud dai Colli Morenici e a nord dal Monte San Bartolomeo. La frazione di Barbarano è l'unica posta al di fuori del golfo, ma questa si estende sulla costa, ai piedi del monte, verso nord, confinando con Gardone Riviera.

Toponimo
Il nome Salò non ha una derivazione chiara. Alcune fonti lo fanno risalire al nome di una regina etrusca, Salodia; altre lo collegano ad un lucumone di nome Saloo; altre ancora al termine latino "salodium", che indicava le sale e le stanze di cui erano ricche le ville a lago di epoca romana.

Una spiegazione valida sembra essere quella che fa risalire il nome di Salò al fatto che la città era, anche nell'antichità, la capitale economica della zona, dove veniva depositata una risorsa importantissima come il sale marino. Già infatti nei tempi antichi era collegata al mare Adriatico attraverso i fiumi Mincio e Po. Il sale marino coltivato nelle saline dell'Adriatico e trasportato su barconi poteva quindi agevolmente raggiungere Salò.

Un'ultima ipotesi farebbe derivare il toponimo da “salus” termine latino che vuol significa “salute” in quanto la zona sarebbe stata usata dalle legioni romane come luogo di cura per quei soldati feriti o ammalati nel corso della conquista alpina e ritrovamenti archeologici presso la necropoli romana del Lugone avvalorerebbero questa tesi.

Storia

Epoca romana
La fondazione romana si sovrappose ad alcuni insediamenti preesistenti, verosimilmente di epoca neolitica. Nella zona nord-occidentale di Salò (zona Lugone, ora via Sant'Iago), fu rinvenuta negli anni venti del XX secolo una necropoli romana e, negli anni settanta dello stesso secolo, fu condotta un'accurata campagna di scavi che portò alla scoperta di 171 tombe ed al rinvenimento di vario materiale tra cui un'anfora ora esposta al museo archeologico di Milano. Sembra che di questa piccola anfora, che riporta impresse scene di caccia, esista un'altra copia in Spagna.

Magnifica Patria
Il 4 novembre del 1334 trentaquattro comunità della riviera gardesana e di parte della Val Sabbia si riunirono nella Riperia Lacus Gardae Brixiensis, una sorta di federazione con capoluogo Maderno ed a capo un podestà. Per rimanere autonoma sia da Brescia sia da Verona la federazione si diede alla Repubblica di Venezia, che mandò alla Riperia un Provveditore. La zona all'epoca era però obbiettivamente lontana dal territorio metropolitano della Serenissima, e nel 1350 Salò e la Riviera caddero nelle mani dei Visconti.

Nel 1362 Salò resistette all'assedio da parte delle truppe scaligere ed il valore dei cittadini, unito alla grande accoglienza per Beatrice Visconti, fece sì la cittadina diventasse capoluogo al posto di Maderno. Con la salita al potere di Gian Galeazzo Visconti Maderno tornò brevemente ad essere la capitale, per poi perdere definitivamente il titolo durante la stesura degli statuti. Alla morte del duca Gian Galeazzo i rappresentanti di Salò e della Riviera occuparono il quinto posto nella processione funebre, ben più avanti di città quali Brescia o Verona.

Nel 1428 Salò e la Riviera tornarono ad essere dominio della Serenissima, per motu proprio delle comunità che abbandonarono i Visconti poco prima dell'assedio di Brescia. Nei successivi anni la Riviera si schierò invece più volte a favore dei Visconti, mentre Brescia rimase fedele a Venezia; quest'ultima pose di conseguenza la Riviera nella giurisdizione di Brescia. Solo nel 1443 la Riviera riuscì a sganciarsi, almeno parzialmente, da Brescia e poté nuovamente accogliere sul Garda il Capitano della Riviera e Provveditore di Salò mandato dal Senato veneziano. Durante questi anni Venezia elargì alla Patria il titolo di Magnifica e di Figlia primogenita della Serenissima, insieme ad innumerevoli autonomie, tale da renderla quasi uno Stato a sé stante.

Con la guerra della Lega di Cambrai la Magnifica Patria fu conquistata da francesi e spagnoli, mal voluti dalla popolazione; tornò poi ad innalzare le bandiere di San Marco. Dalla Riviera partì il 23 aprile 1570 una nave di armigeri per combattere contro la flotta turca, facendosi onore durante la Battaglia di Lepanto. Nel 1580 il futuro santo Carlo Borromeo arrivò in visita pastorale a Salò, dirimendo questioni e fondando un monte di Pietà spirituale per pagare degli insegnanti che educassero i giovinetti e i fanciulli poveri di Salò.

Con l'arrivo di Napoleone a Salò il 17 agosto del 1796 iniziò la fine della Magnifica Patria. Il 25 marzo dei messaggeri da Brescia, insorta contro Venezia, portarono l'annuncio della rivoluzione; i Salodiani in principio accolsero la notizia; allontanatisi i Bresciani, decisero invece di rimanere fedeli alla Serenissima, dando inizio ad una contro-rivoluzione, l'unica ufficialmente appoggiata da Venezia.

Le truppe Bresciane e Bergamasche che attaccarono il Golfo furono respinte e arrestate. Il mattino successivo, la città di Salò fu costretta ad arrendersi ai francesi, che le tolsero il titolo di capitale e l'indipendenza da Brescia. Con il trattato di Campoformio la Magnifica Patria passò sotto il controllo asburgico insieme al resto dell'ex-stato veneziano.

Dagli Asburgo al Regno d'Italia
Terminate le guerre di restaurazione tra il regno d'Italia napoleonico e il regno asburgico, culminati sul territorio con la battaglia di Salò del 16 febbraio 1814, gli austriaci entrarono a Salò dove vennero accolti in pompa magna. Salò si rivelò subito filo-austriaca, con alzabandiera e Messe in Duomo, nel tentativo di recuperare almeno parte dei privilegi perduti con la fine della Serenissima. Tali tentativi rimarranno vani, visto che il 5 aprile 1815 la cittadina entra a far parte della "Imperial Regia Delegazione di Brescia" e divenne capoluogo del XIV Distretto comprendente 25 comuni.

Fu istituito il Commissario distrettuale, soppresso il Tribunale giudiziario e istituita una Pretura di II classe. L'equiparazione con Gargnano, Preseglie, Vestone e Lonato furono vissuti come un affronto alla centralità e alla superiorità politica di Salò sulla Riviera. Il comune di Caccavero (oggi frazione di Salò con il nome di Campoverde) fu nuovamente istituito dopo la sua soppressione e aggregazione alla città durante la dominazione napoleonica. aggrava tale situazione. Vano fu il tentativo di fondare la Provincia di Salò, osteggiato da Brescia.

Durante l'occupazione austriaca a Salò nacque la Società del Casino, che si occupò di propaganda anti-imperiale.

In questo periodo la vita sociale e culturale non si fermò, anzi acquistò sempre più forza. Nell'agosto del 1814 fu istituita la società Filarmonica, riconosciuta come banda musicale dal Governo Lombardo Veneto nel 1823, ed attiva ancora oggi. Nel 1824 nacque una Scuola Pubblica di strumenti ad arco e nel 1838 si istituì una "sala di istruzione per le esercitazioni del contrabbasso e del violoncello". Nello stesso anno nacque anche l'Associazione di San Francesco di Sales. L'Ateneo e le scuole continuarono la loro attività diventando noti anche fuori provincia. Nel 1826 aprì il nuovo Ospedale Civile, mentre nel 1851 giunse un primo nucleo di suore della congregazione delle Ancelle della Carità, guidate dalla stessa fondatrice Maria Crocifissa Di Rosa. Nel 1858 nacque la Società di Mutuo Soccorso, la prima della provincia, che vinse nel 1867 la medaglia d'argento all'Esposizione universale di Parigi del 1867.

Durante i moti risorgimentali del 1848 Salò fu ripetutamente colpita da combattimenti.

Il 17 giugno 1859 Nino Bixio entrò trionfante a Salò e il giorno successivo lo raggiunse anche Giuseppe Garibaldi. Durante la battaglia di San Martino Salò fu invasa dai feriti e divenne un grande ospedale da campo. L'11 luglio 1859, con l'armistizio di Villafranca, Salò entrò con il resto della Lombardia a far parte del Regno di Sardegna e ne seguì l'evoluzione nel Regno d'Italia.

Nell'Italia unita, Salò divenne capoluogo dell'omonimo circondario e il 15 dicembre 1860 acquisì il titolo di città. Fu pertanto sede di Sottoprefettura e del Tribunale Collegiale giudiziario da cui dipendevano le cinque Preture del circondario. Il censimento del 1861 registrò a Salò la cifra di 5316 abitanti.

Il 30 ottobre 1901 la città fu colpita da un forte terremoto che rese inagibili gran parte degli edifici pubblici e parte di quelli privati. Iniziò quindi il periodo dei grandi cantieri che cambiarono il volto dalla città, tra i quali troviamo: la creazione del Lungolago, la riedificazione di parte del palazzo comunale, la Scala Santa, la via Tavine e via dei Colli, la creazione di piazza Sant'Antonio (sventrando il quartiere omonimo), l'abbattimento delle vecchie carceri e la costruzione del nuovo, la piazza antistante l'ospedale, le nuove chiese di Villa, San Bernardino e Serniga e la costruzione delle scuole in via Gasparo. I lavori furono rallentati a seguito dello scoppio della prima guerra mondiale.

La Repubblica Sociale Italiana
Nell'ottobre 1943 fu fondata tra Salò e Gargnano la Repubblica Sociale Italiana, conosciuta come Repubblica di Salò. La presenza, nella cittadina lombarda, del Ministero degli esteri, delle cabine per i giornalisti e del servizio traduzioni comunicati esteri, che emettevano tutti i comunicati ufficiali della Repubblica, fece sì che quest'ultima sia conosciuta con il nome della città, anche se la capitale rimaneva ufficialmente Roma.

La scelta di portare i principali ministeri sulla riva benacense fu in primis dovuta alla vicinanza con la Germania nazista (che all'epoca comprendeva, direttamente nel Tirolo, tutto l'attuale Trentino-Alto Adige ed arrivava fino al comune di Limone sul Garda), favorendo il controllo nazista dello stato fantoccio di Benito Mussolini, e rendendo difficile invece a quest'ultimo, vista la decentralizzazione rispetto al teatro di tutte le vicende economiche e militari, l'effettivo esercizio del potere. In secondo luogo la zona era scarsamente interessata dall'attività partigiana (tale fenomeno rimase limitato anche in seguito, per la presenza della RSI) ed era al di fuori dalle aree industriali del nord d'Italia, pesantemente bombardate dall'aviazione alleata.

Il ministero degli esteri occupò villa Simonini (oggi hotel Laurin), come sede ufficiale, e l'albergo Barbarano per i dipendenti e la mensa. Tale ministero era presieduto ufficialmente dallo stesso Mussolini, l cui Quartier Generale era situato a Palazzo Feltrinelli Gargnano (ora Centro d'Ateneo per la promozione della lingua e cultura italiana (CALCIF) dell'Università degli Studi di Milano), e raramente ne usciva.

Il secondo ministero effettivamente dislocato a Salò era il Ministero della Cultura Popolare (MinCulPop), la cui divisione Spettacolo occupò villa Amadei ed il palazzo della Croce Rossa Italiana. Per quanto riguarda i media, a villa ex Angelini erano presenti le cabine telefoniche riservate ai giornalisti, mentre l'Agenzia Stefani, agenzia di stampa della propaganda fascista, si trovava nell'edificio della scuola elementare; presidente era il senatore Luigi Barbini e segretario Ernesto Daquanno. Detta agenzia era in collegamento con il palazzo del Capitano-Rettore Veneto (all'interno dell'attuale municipio), sede dell'ufficio interpreti per la traduzione dei comunicati esteri.

A Salò erano presenti anche le forze di polizie e militari: nel liceo scientifico si trovavano un reparto della Muti e uno della Xª Flottiglia MAS al comando di Junio Valerio Borghese, nella casa del Fascio (oggi bar Italia) stazionavano le guardie di Mussolini, agli ordini del console della milizia Albonetti. In piazza Vittorio Emanuele, allora piazza Ettore Muti (eroe della prima guerra mondiale e seguace di D'Annunzio nell'impresa di Fiume), l'ex palazzo Castagna, ora sede della banca Valsabbina, ospitava il comando del Corpo di Polizia Repubblicana, il cui capo era Tullio Tamburini.

Nell'ex collegio civico, in via Brunati, c'era il comando della Guardia Nazionale Repubblicana che aveva sostituito la soppressa arma dei carabinieri; il comando era affidato a Renato Ricci. Altri ufficiali si trovavano presso l'ex caserma dei carabinieri, mentre l'oratorio maschile era a disposizione di un raggruppamento delle Brigate Nere. Infine il teatro comunale veniva utilizzato, oltre che per spettacoli di valore artistico, anche per convegni e assemblee politiche.

Poche furono le visite di Mussolini a Salò; una sola ufficiale, per rendere omaggio alla salma di Serafino Mazzolini, sottosegretario agli Esteri, deceduto nella villa Portesina di Salò il 23 febbraio 1945.

Durante la ritirata, il 29 aprile 1945, i tedeschi fecero esplodere delle bombe che colpirono l'intera famiglia di un funzionario del Ministero degli Esteri, Arduino Arduini. Per quanto riguarda la Resistenza, essa non fece grandi azioni sul territorio comunale, ma l'unico atto degno di nota è la fuga di un capo-partigiano dall'ospedale civile, con sparatoria in cui morirono due fascisti, organizzata dal gruppo partigiani della zona.

Architetture religiose

Il duomo di Salò
Dedicato a Santa Maria Annunziata, custodisce al suo interno tele del Romanino, del Moretto, di Zenone Veronese e di Paolo Veneziano. Antonio Vassilacchi detto l'Aliense, vi eseguì diversi affreschi. La costruzione ex-novo nel luogo i cui si trovava la precedente chiesa fu curato da Filippo delle Vacche da Caravaggio, che coerentemente alla sua formazione, sospesa tra il gotico e il Rinascimento, realizzò una chiesa di stampo tardo gotico. La facciata è incompiuta. L'ingresso principale dell'edificio religioso è mediato dal grande portale eseguito tra il 1506 e il 1508 da Gasparo Cairano e Antonio Mangiacavalli, principali esponenti, soprattutto il Cairano, della scultura rinascimentale bresciana.

Dipinti conservati
Madonna tra i santi Bonaventura e Sebastiano, 1517 circa, olio su tavola, Romanino
Sant'Antonio da Padova e un donatore, 1529, olio su tela, Romanino
Compianto sul Cristo morto e Simboli degli Evangelisti, Verona 1484 circa - Salò ante 1554, olio su tavola, Zenone Veronese

Il cimitero monumentale, costruito sulla riva opposta del golfo, sul progetto di Rodolfo Vantini.

Architetture civili
Il palazzo del podestà era la sede del consiglio della Magnifica Patria, ora sede del comune. Parte dell'edificio è una ricostruzione successiva al 1901, anno in cui un tremendo sisma mise in ginocchio la città.

Il palazzo Fantoni del XV secolo ospitava l'Ateneo di Salò, ente derivato dell'antica Accademia degli Unanimi

Il teatro civico, ora in ristrutturazione a seguito di una lunga fase di abbandono.

Il palazzo Terzi-Martinengo a Barbarano fu costruito su incarico del marchese Sforza Pallavicino capitano della Repubblica di Venezia. Possiede un grande parco con stupende fontane. Il palazzo è proprietà privata, quindi non visitabile.

Il lazzaretto di San Rocco, realizzato a seguito di una parte del Consiglio Generale datata 7 giugno 1484

Aree naturali
Il Comune di Salò è il più densamente popolato e il più abitato del parco Alto Garda Bresciano. Il monte San Bartolomeo, che sovrasta la città, è attraversato da sentieri naturalistici e paesaggistici fino alla sua vetta.

Museo del Nastro Azzurro
Il Museo è ospitato all'interno del Centro Culturale Santa Giustina in via Brunati 9 ed è una sezione autonoma del MuSa. Il Museo del Nastro Azzurro raccoglie cimeli, fotografie e documenti dei decorati al valore militare dal 1793 fino ai giorni nostri senza alcuna distinzione ideologica.

Museo Archeologico A.M. Mucchi
Il Civico Museo Archeologico è attualmente chiuso in quanto è in fase di trasloco presso il MuSa,
Nella zona nord-occidentale di Salò (zona Lugone ora via Sant’Jago), fu rinvenuta una necropoli romana (un cimitero dove i romani seppellivano i loro avi) e, negli anni 70, fu condotta un’accurata campagna di scavi che portò alla scoperta di diverse tombe ed al rinvenimento di vario materiale. Il museo raccoglie importanti reperti, soprattutto di epoca romana, tra cui spiccano: una stele funeraria del III secolo d.C.; il cippo funerario di S. Letilio Firmino; un vaso-borraccia della fine del I secolo d.C., trovato nel 1972 nella necropoli in località Lugone; una bella tazza di vetro finemente decorata, forse di origine orientale, che risale al II secolo d.C.
Una prima chiave di lettura del percorso museale è quella che illustra la necropoli del Lugone nel quadro del paesaggio e dell'organizzazione del territorio di cui Salò era parte in età romana. L'utilizzo di tecnologie informatiche avanzate, conosciute come Geographic Information System (GIS) e applicate all'archeologia, ha consentito il trattamento dei dati archeologici nella loro componente spaziale e cartografica, fornendo la base scientifica per la ricostruzione del paesaggio antico.
Una seconda chiave di lettura conduce dalle testimonianze degli oggetti rinvenuti nella necropoli alla sfera delle relazioni sociali, dei rituali, degli aspetti individuali e psicologici che si intrecciano tra la comunità degli antenati e la comunità dei vivi. Di alcuni di questi antenati conosciamo i nomi, le relazioni famigliari, le carriere, grazie alle iscrizioni incise sulle lapidi e sulla ceramica.

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