Camping Village Il Poggetto

Indirizzo:Via Il Poggetto 143 - Località Troghi, Rignano sull'Arno (FI)

Contatti: Info: Tel. +39 055.8307323 - www.campingilpoggetto.com

Hai letto la legenda? Leggila subito!

Con un importante ingresso il Camping Village Il Poggetto è subito visibile lungo la SP1 del San Donato.. Poi una volta entrati ecco il classico viale alberato e curato con cipressi e ulivi nel verde delle colline, percorso poco più di 150 metri circa si arriva alla reception. Moderna e in mattoni la reception con l'ingresso e l'uscita in un unico punto, ovviamente sono regolamentati da sbarra e da orari. La posizione del Camping Il Poggetto è quanto di meglio si possa desiderare, tanto verde, abbondanza di tranquillità e pochissimo se non nullo il rumore di fondo. Da qui la splendida vista dal suo apice delle vallate circostanti, davvero riposante e soprattutto un ottimo biglietto da visita per chi arriva la prima volta.

La principale caratteristica del Camping Village Il Poggetto è quella di seguire le linee morbide delle colline su cui sorge, tra alberi di varie specie offre un ottimo ombreggiamento a quasi tutte le piazzole di sosta temporanea, con la circolazione interna facile e sicura. Le corsie principali di scorrimento e quelle laterali delle zone di sosta offre ottima accessibilità nelle manovre. Molto curata, ordinata, tenuta impeccabilmente in ordine con soventi passaggi di personale specializzato per le pulizie quotidiane dei servizi.. qui l'ospite è davvero a casa.

Il Camping Village Il Poggetto è il luogo ideale per chi desidera vivere immerso nella campagna tra gli uliveti e le vigne del Chianti, nel cuore della Toscana, ma al tempo stesso a due passi da Firenze, capoluogo e culla del Rinascimento italiano. Dal campeggio sono anche facilmente raggiungibili le altre principali città d'arte della Toscana, come Pisa, Siena, la città del Palio e del Panforte, San Gimignano con le quattordici torri medievali e Lucca: tutte le città sono collegate da un ottimo servizio di autobus di linea. Per gli amanti dello shopping, a pochi minuti dal camping village, troverete il centro outlet The Mall, con le grandi firme dell'abbigliamento, degli accessori ed altro ancora. Inoltre all'ingresso è presente la pensilina del bus di linea, un'altra a poco meno di cento metri circa.

Il Villaggio
La struttura ricettiva, di nuova concezione e moderna, dispone di molte tipologie di alloggi, dai più semplici ai più ricchi con arredamenti pregiati e con tutti i confort. Gli appartamenti sono su due livelli, arredati in stile "country", possono ospitare fino a sei persone ed hanno tutti un ampio bagno, due o tre camerette, aria condizionata ed una piacevole loggia all'aperto. In base alle vostre esigenze si propongono diverse varietà di maxi caravan e mobil home, "standard" o "prestige", che si distinguono per lo spazio e le dotazioni. Inoltre sono disponibili dei bungalow da due a cinque persone con veranda e le camerette da una o due persone con bagno privato all'interno.

Il Campeggio
Il campeggio è la vera chicca.. un oasi dove le famiglie e soprattutto i bambini possono godere del meritato svago e relax, possiede circa novanta ampie piazzole situate su terrazze con staccionate in legno massello, tutte con fondo in erba, servite di elettricità e ottimamente ombreggiate dalla tipica vegetazione della Toscana.
Le caravan, i camper o le tende ed altri veicoli abitativi autonomi, non sono mai troppo lontani dai due gruppi di servizi igienici dove trovare anche un locale con lavatrici e asciugatrici a gettone (€ 5,00), ed una baby room con fasciatoio dedicata ai più piccoli. Le docce, i servizi igienici separati per sesso sono tenuti in modo maniacale. Una curiosità, anzi una piccola attenzione per gli ospiti più piccoli; per loro ci sono lavandini piccoli e sistemati alla giusta altezza.. ed ancora; la baby-room, una stanza dedicata all'igiene e alla privacy dei bambini con docce, lavandini e wc a misura di bambino, oltre che un comodo fasciatoio. Queste particolari e piccole attenzioni dimostrano un'attenta sensibilità al proprio compito, quello di rendere facile e sicuro il soggiorno. Infine, tre sono le tipologie di piazzola, la Piazzola Small, la Piazzola Standard e la Piazzola Large, ognuna di queste offre diversi servizi.

Il Ristorante e Pizzeria
All'interno del Camping Village Il Poggetto e di fronte alla reception trovate un Ristorante Pizzeria, aperto anche al pubblico, che offre il meglio della cucina italiana come Bistecca alla Fiorentina, Grigliate, Pizza e Pesce. Gli ospiti del villaggio possono mangiare sia nella sala interna sia nella bellissima terrazza panoramica esterna, con vista anche sulle ampie e belle piscine sottostanti. Inoltre è possibile usufruire del servizio "da asporto", per vivere a pieno l'esperienza del campeggio. Il servizio bar è aperto tutto il giorno,la mattina offre ai suoi clienti colazioni all'italiana, continentale o americana, durante il giorno primi piatti, insalate, panini e tranci di pizza caldi, snack e gelati ma anche fresche bevande, cocktail, birre e vini di ogni tipo.

Le Piscine
Sempre all'interno del campeggio ci sono due piscine: una per i più piccoli, di 40/70 cm di profondità e jacuzzi, l'altra molto ampia e più profonda per tutti i nuotatori e per chi vuole seguire i corsi giornalieri di acquagym, tenuti dal proprio giovane e professionale staff. Lo spazio del solarium è ampio e durante la stagione estiva è sempre al sole, è attrezzato di sdraio, lettini e ombrelloni. Invece per chi desidera tenersi ancor più in forma durante le proprie vacanze, è possibile usufruire della palestra attrezzata.

Parco giochi
Poteva mancare il parco giochi attrezzato per i bambini? certo che no!.. Infatti nell'area verde e aperta sul crinale della collina, si trovano molti giochi all'aria aperta per i più piccoli con altelene, scivoli, dondoli ed altro ancora, per i ragazzi e adulti invece nessun problema, ci sono un campo da calcio a cinque, le bocce, la pallavolo e tavoli da ping-pong. Sempre per le famiglie e per i bambini c'è l'animazione nei mesi di luglio e agosto. Acquagym, baby dance, mini club, tornei di pallavolo e beach volley, trekking a piedi. Piano bar e live music. Si noleggiano le biciclette ed è disponibile a pagamento il servizio wifi interno.

Bar e Market
E' presente per le esigenze di prima necessità un piccolo market attrezzatissimo: dagli alimentari con latte fresco, pane, affettati e prodotti per la casa, ai prodotti per l'igiene personale, dal vino agli articoli da campeggio. Sempre aperto, tutti i giorni, anche la Domenica. Nel market sono presenti le bombole camping gaz.

Il Maneggio
Per gli amanti o per chi desidera fare esperienza di equitazione con gite a cavallo nel cuore della Toscana. Presso la struttura ricettiva trovate un vero ranch a vostra disposizione. Gite a cavallo e fattorie e aziende vinicole: il modo più naturale per vivere la magia del territorio del Chianti. Cavalcare nella natura è un'esperienza unica che vi permette di apprezzare ancora di più il paesaggio della Toscana.

Apertura stagionale: Dal 1 Aprile al 15 Ottobre. Non ci sono limiti di permanenza. I cani sono ammessi ma sotto la responsabilità del proprio padrone e con l'obbligo tassativo della raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere: Vedi sito web.

Camping Il Poggetto
Via Il Poggetto 143 - Località Troghi - 50067 Rignano sull'Arno (FI)
Tel. / Fax: +39 055.8307323
info@campingilpoggetto.com
www.campingilpoggetto.com
Coordinate GPS: 43.701309, 11.405300 / 43°42'04.7"N 11°24'19.1"E

Come raggiungere il campeggio
Il Camping Village Il Poggetto è facilmente raggiungibile da tutta l'Europa.
In auto procedendo sull'autostrada A1 vi suggeriamo di prendere l'uscita Incisa-Reggello, svoltare a destra sulla SS69 in direzione Firenze, dopo circa 4Km svoltate a sinistra in direzione "Pian dell'Isola" e seguite infine i cartelli marroni che indicano il Camping. Questo è l'itinerario più semplice per chi guida per la prima volta sulle strade toscane.

Troghi
Troghi è una frazione del comune di Rignano sull'Arno, nella città metropolitana di Firenze. Durante la Seconda guerra mondiale, nelle immediate vicinanze della frazione, si ebbe la strage della famiglia Einstein. Nel 1943 Troghi ospitò in ritiro il filosofo Giovanni Gentile che scrisse la sua ultima opera, uscita postuma, Genesi e struttura della società.

Rignano sull'Arno
Rignano sull'Arno è un comune italiano della provincia di Firenze, in Toscana.
Il toponimo Rignano trae il nome da un appezzamento agricolo (pagus Herannianus) situato, con buona probabilità, nel piano dove in seguito verrà costruita la Pieve di San Leolino. Il nome di Rignano, infatti, ha seguito nella sua storia lo sviluppo del paese: dapprima legato alla Pieve, passò poi successivamente al Castello e al ponte sull'Arno poi. Il castello sorse non lontano dalla Pieve tanto che, ad oggi, sul poggio del Castelluccio se ne trovano i ruderi. Il castello, appartenuto all'abbazia di Vallombrosa, si deteriorò ben presto tanto da essere annoverato, negli atti del monastero di Coltibuono, come "castello vetero de Rignano" già nel 1170.

Storia

Le origini
Le prime tracce di un centro abitato si hanno nel XII secolo quando Emanuele Repetti scrive riguardo alla voce Rignano e Ponte a Rignano che se ne conosce l'esistenza a seguito di "un privilegio concesso dall'Imperatore Arrigo VI nel 1191 alla badessa e monache del vicino Monastero di Sant'Ellero, e conferma loro fra i molti beni che possedevano anco quelli di Rignano, nei quali possessi più tardi sottentrarono i monaci di Vallombrosa".

1400 - 1600
Nonostante la costruzione del ponte mediceo di Rignano intorno al 1300, il capoluogo rimase a lungo composto da poche case sparse lungo la direttrice di attraversamento del fiume Arno. Durante il 1500 l'abitato è un tranquillo borgo di contado adiacente al ponte. In quel secolo il paese, conosciuto come Ponte a Rignano, aveva per tradizione un proprio mercato che fu interrotto solo per qualche anno per gli effetti dell'assedio di Firenze del 1530. Era operante già 1426 inoltre lo spedale dei SS. Filippo e Giacomo per l'assistenza ai viandanti. Preponderante era l'attività agricola il che ha fatto sì che, sia durante il Seicento che nel Settecento, la grande maggioranza degli abitanti vivesse nelle case fuori dal centro cittadino.

1700 - 1800
Il 13 febbraio 1773 il Granduca Pietro Leopoldo abolì la ripartizione in leghe per costituire le comunità. Nasce così la Comunità di Rignano dalle ceneri della precedente lega: fu formata da 15 popoli che furono distaccati dalla Podesteria di Pontassieve per essere inserita nel Vicariato di San Giovanni. Nel 1835 fu istituito un mercato settimanale al lunedì e la fiera da svolgersi ogni primo lunedì di maggio. L'impulso maggiore allo sviluppo arriva subito dopo l'Unità d'Italia con la costruzione della linea ferroviaria Firenze - Roma che ha dotato l'abitato di una propria stazione che, a lungo, ha servito anche il vicino comune di Reggello e le relative adiacenti frazioni di San Clemente e Leccio.
L'inaugurazione della linea, avvenuta nel 1866, contribuisce anche allo sviluppo sociale del paese che, tra il 1875 e il 1880, vide la costruzione del Municipio e una serie di iniziative pubbliche e private che portarono a un'espansione urbanistica dell'abitato. Lo scalo ferroviario per tutto il secolo divenne il riferimento per i prodotti agricoli rignanesi e le fattorie ne ebbero notevoli vantaggi. Intanto, dopo la breve esperienza di inizio Ottocento di una fabbrica di colla, attorno al 1880 iniziano anche le prime attività industriali. Attorno al 1880 fu impiantata una cartiera e si costruì uno stabilimento per la produzione di cementi e calci idrauliche per sfruttare i giacimenti di calcare delle colline immediatamente adiacenti alla stazione.

Dal 1900 ai giorni nostri
La popolazione del territorio comunale aumentò in maniera considerevole, grazie anche allo sviluppo del cementificio, fino al 1917 quando si toccarono i 6954 abitanti. Urbanisticamente Rignano, che per secoli era rimasto un abitato di limitata estensione, tra i due capi del ponte assieme alla frazione di San Clemente, cambiò fisionomia. Tra il 1920 e il 1930 si arricchisce delle schiere di case che caratterizzato il centro di Viale Vittorio Veneto e Via Piave, mentre una lunga serie di villini vengono costruito lungo le pendici della collina. Nel 1922, assieme al raddoppio ferroviario della linea nazionale, viene costruito il lungo viadotto ad arcate che ancora oggi affianca l'Arno. In questi anni sorsero anche alcune opere pubbliche di notevole rilievo tra cui un teatro, un asilo, il campo sportivo ed i macelli pubblici.

La popolazione rimane stabile a cavallo tra le due guerre per calare sensibilmente dal censimento del 1961 in poi.
Gravissimi furono comunque i danni apportati dalla Seconda guerra mondiale. Il ponte di Rignano fu distrutto assieme alla stazione ferroviaria e al Palazzo Comunale. Crollarono anche buona parte delle abitazioni centrali e quelle della vicina San Clemente mentre il cementificio fu bombardato pesantemente. Nel 1944, la moglie e le figlie del cugino Robert di Albert Einstein furono uccise, verosimilmente come rappresaglia contro di lui, da un reparto delle SS. L'opera di ricostruzione permise di riattivare gran parte delle vie di comunicazione già tra il 1946 e il 1947, mentre negli anni successi venne completata (1954) anche una nuova chiesa cittadina che si affiancò alla Pieve di San Leolino che lentamente cadde in disgrazia.

Il paese lentamente iniziò anche ad espandersi in nuove direttrici, verso la Pieve e verso il Pian dell'Isola. Lo sviluppo si è accelerato negli ultimi due decenni in quanto il capoluogo e le sue frazioni stanno conoscendo una rapida crescita demografica favorita anche dallo spostamento di molti cittadini fiorentini dell'area urbana verso le zone periferiche della Provincia.

Da ricordare, tra i vari avvenimenti legati all'Arno, che il 4 novembre 1966 il fiume sfiorò secondo alcune stime 3.540 m³/s a Rosano.

Architetture religiose

Pieve di San Lorenzo a Miransù
Isolata tra i boschi delle colline di Villamagna, viene ricordata fra le pievi confermate al vescovo di Fiesole nel 1103. La pieve denuncia nella sua veste architettonica l'origine romanica. Si tratta di un edificio, realizzato in alberese, a tre navate divise da quattro valichi poggianti su pilastri quadrangolari e concluso con abside semicircolare decorata esternamente da un motivo a dentelli. In facciata il portale e l'occhio soprastante sono da riferire al restauro degli anni Cinquanta del XX secolo. Le opere che vi erano conservate sono state trasferite nella non lontana chiesa della Villa di Castellonchio.

Pieve di San Leolino
La pieve, oggi in posizione apparentemente appartata, sorse in realtà su una via tanto antica quanto frequentata, la strada romana conosciuta come Cassia vetus, poi Strada dei Setteponti, che da Roma, e poi Arezzo, conduceva attraverso le pendici del Pratomagno verso Fiesole e Firenze. In particolare la chiesa si trova su quella che era una diversione della strada romana, realizzata nel 59 a.C., che da Cascia, per abbreviare l'itinerario ed evitare la "curva" di Pontassieve, passava da Leccio, attraversava l'Arno proprio a Rignano e poi continuava verso Florentia, ed era una delle 'tappe' della strada stessa, prima della Pieve di San Lorenzo a Miransù. Un primo insediamento religioso dovrebbe quindi risalire probabilmente ad epoca tardo romana, come testimonierebbe il ritrovamento di resti di tombe ma, in relazione all'attraversamento del fiume e poi del ponte, il luogo è costantemente frequentato fino al X - XI secolo, periodo di costruzione della Pieve, ed anche successivamente.

La plebe Sancti Leolini sito Ringnano è ricordata per la prima volta in un documento datato agosto 1008 (ASF, Diplomatico San Lorenzo a Coltibuono, agosto 1008), il che ne fa una delle prime quindici Pievi tra quelle conosciute della Diocesi di Fiesole a quella data. Il documento certifica infatti una datazione dell'edificio al tardo X secolo. La chiesa ebbe un Capitolo di canonici già dal XII secolo e da essa dipendevano otto chiese parrocchiali della zona, alle quali si aggiunse solo nel 1302 la vicina chiesa di Santa Maria.

La chiesa ha avuto praticamente sempre problemi strutturali dovuti allo spostamento verso il basso della collina che la sovrasta, e già nel Quattrocento è descritta in cattive condizioni. Nel Cinquecento si attuano una serie di lavoro che ne migliorano la situazione strutturale, ma successivamente, forse nel tardo Seicento, subisce degli interventi non documentati che la trasformano in una chiesa metà a navata unica nella parte anteriore, e a tre navate in quella verso l'abside, forse a seguito di crolli nella parte verso la facciata. Sempre in un periodo collocabile tra Seicento e Settecento vengono innalzati quattro altari laterali, oggi non più esistenti. Nel Settecento lo spazio riservato ai fedeli fu ridotto e le due navate laterali furono adibite, quella a sinistra come Oratorio della Compagnia della Natività di Maria, quella a destra a cucina e a rimessa di contadini.

Nell'Ottocento i problemi strutturali si ripresentarono ma, a causa di mancanza di fondi non vi si fece fronte fino all'arrivo, nel 1874, del pievano Don Giovanni Maioli che fu poi costretto ad intervenire rapidamente in una situazione che si era fatta molto critica. Nel 1882, ottenuti dei fondi governativi, si avviarono i restauri che portarono anche alla riapertura delle navate laterali, e che si conclusero il 25 novembre 1883.

Nella prima metà del XX secolo, crescendo sempre di più il paese, crebbe sempre di più la percezione tra i rignanesi dell'eccessiva lontananza della pieve dal centro abitato. Con l'inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale nel centro del paese, si corregge quella che era sentita una situazione sentita ormai troppo scomoda, ma l'antica pieve comincia ad essere trascurata e nel 1960 sarà definitivamente abbandonata, anche a causa delle sue condizioni non buone. Solo negli anni novanta si risveglierà l'interesse verso l'importante monumento dimenticato e, grazie ad un apposito Comitato di cittadini, e con il sostegno dell'Amministrazione Comunale, si poté arrivate ad una ristrutturazione completa dell'edificio, che riuscì a sanarne anche i problemi statici, e che si conclusero con l'inaugurazione avvenuta il 3 giugno 2000. Il 12 luglio 2008 è stato festeggiato il Millenario della Pieve.

Monastero di Santa Maria a Rosano
Il monastero di Santa Maria a Rosano si trova a Rosano nel comune di Rignano sull'Arno, in provincia di Firenze, all'interno del territorio della Diocesi di Fiesole. È un'abbazia femminile dell'Ordine di San Benedetto. Attualmente conta circa 50 monache. L'Ufficio divino è celebrato in canto gregoriano, in latino. Il monastero si vuole fondato nell'anno 780, ma le notizie certe risalgono all'inizio del secolo XI.
La chiesa abbaziale è stata restaurata nel XVI e nel XVII secolo, ma conserva le strutture del XII secolo. È articolata in tre navate scandite da pilastri quadrilateri, il presbiterio è rialzato per ospitare la cripta; l'altare è decorato con intarsi in marmo bianco e verde. La torre campanaria, a cinque ordini di aperture, si richiama a tipologie lombarde. Fra le opere, la Croce dipinta con storie della passione del Maestro di Rosano (XII secolo), recentemente restaurata (Opificio delle Pietre Dure, 2006); l'Annunciazione con i santi Lorenzo, Benedetto, Giovan Battista e Nicola di Giovanni da Ponte (1434 ); l'Annunciazione di Jacopo di Cione (1365 circa).

Chiesa di San Cristoforo in Perticaia
Documentata fin dalla prima metà del secolo XI (all'edificio sacro si accenna già in un atto notarile risalente al 1037, che certifica il passaggio di proprietà degli oratori intitolati a San Cristoforo e San Martino, donati dal chierico Alberto a Grimaudo), alla chiesa si fa riferimento nella descrizione della visita pastorale del 1436, quando viene indicata come una delle undici chiese suffraganee della pieve di San Leolino, e, più tardi, in un inventario risalente al 1564, che fa riferimento alla visita pastorale del 1532 da parte del vescovo di Fiesole Braccio Martelli e dà notizia dell'unione a San Cristoforo delle chiese di San Piero (si ignora quale delle vicine) e Santa Maria a Novoli. Secondo lo stesso documento cinquecentesco, inoltre, la chiesa è sede della compagnia del Corpus Domini.

La chiesa fu riccamente decorata nel XV secolo, come dimostrano alcune tracce di affreschi, ma il suo attuale elegante assetto, sia strutturale che decorativo, risale al riammodernamento attuato nel Settecento. Un raffinato restauro legato all'insediamento di monaci benedettini, che ha condotto anche al recupero dell'adiacente convento dopo decenni di abbandono, ha ulteriormente arricchito l'edificio consentendo il ritorno in chiesa, sulla parete a destra dell'altare, di un trittico raffigurante la Vergine col Bambino e santi di Cenni di Francesco, opera tardotrecentesca di grande eleganza coloristica e compositiva, tipica ancora della cultura tardogotica. Nel 1899, infine, San Cristoforo ottenne il titolo di pieve per volontà del vescovo di Fiesole David Cammilli.

Chiesa di San Pietro in Perticaia
La chiesa conserva la primitiva struttura romanica con lo schema a semplice aula rettangolare chiusa dall'abside. Restaurata nel corso degli anni Ottanta del Novecento, il piccolo complesso comprende anche una canonica e i resti di un piccolo chiostro rinascimentale. La chiesa ospita un bel trittico attribuito al Maestro dell'Incoronazione Christ Church (fine secolo XIV, proveniente dalla vicina chiesa di Torri e un Crocifisso ligneo di pregevole fattura di scuola fiorentina (fine XV secolo - inizi XVI secolo ).

Chiesa di San Michele a Volognano
La piccola chiesa è inserita nel Castello di Volognano, ripristinato alla fine del XIX secolo; in quell'occasione fu dotata del campanile a torre. Vi si conservano tre opere di altissima qualità: una tardotrecentesca Madonna col Bambino di Lorenzo di Bicci, la bella pala d'altare di Mariotto Albertinelli raffigurante la Madonna col Bambino e santi (1514) e la quasi contemporanea Madonna della Cintola (1520 ca.) variamente attribuita dalla critica alla scuola di Andrea del Sarto, a Domenico Puligo o al Rosso Fiorentino.

Architetture civili

Villa di Castiglionchio
Si tratta di un complesso fortificato molto antico, con notizie certe almeno dal Duecento quando appartenne ai Ricasoli, in seguito permutato con la famiglia Quona. I nuovi proprietari erano di parte guelfa e dopo la battaglia di Montaperti, nel 1260, vennero assaliti dai ghibellini che semidistrussero il complesso. Fu ricostruito e nel 1480 appartenne a un notabile locale, tale Alberto di Averaldo di Castellonchio, che nelle dichiarazioni catastali dell'epoca lo indicò come "torre con casolare ed oratorio; non si abita al presente e a ragione dei terremoti che l'hanno tutta fessa". Il castello vero e proprio è circondato da una piccola cinta muraria, che include anche la chiesetta e un terreno che un tempo era coltivato come hortus conclusus, nonché la torre in pietra, nucleo più antico del complesso. Vi si aprono due porte castellane. Le opere che un tempo si trovavano nella cappella sono oggi alla pieve di San Lorenzo a Miransù.

Villa di Torre a Cona
La torre medievale al centro della villa, che le dà il nome, è il nucleo più antico dell'edificio, risalente al medioevo. La villa, tra le più grandi del territorio fiorentino, sorse alla fine del Settecento per i Rinuccini, che la tennero fino al 1848 quando passò ai marchesi Trivulzio di Milano. Nel 1882 venne acquistata poi dal barone Padoa. L'edificio di enormi dimensioni, posto in posizione rialzata rispetto al terreno circostante, è raccordato al viale d'ingresso mediante due terrazzamenti collegati da una scala a doppia rampa. La facciata è tripartita da paraste a tutta altezza, con la zona centrale doppia rispetto a quelle laterali, perfettamente quadrate.

Il parco, che si estende sul lato sinistro della villa mantenendo inalterato il suo aspetto originario, fu realizzato verso la fine del XVII secolo e i primi del XVIII secolo. Caratteristica del parco è la geometrica forma a losanga, dal cui centro si irradiano viali che vanno verso i vertici ed il centro dei lati. In questi punti sono collocate statue mitologiche e allegoriche realizzate in laterizio e muratura e ricoperte in stucco. Un'iscrizione su una di esse ricorda Giuseppe Cantini, cuoco che a tempo avanzato si dedicava alla scultura e all'architettura. Può darsi che egli intervenne anche nel disegno del progetto originario.
Due esemplari di cedro dell'Atlante fanno bella mostra di sé nello spazio di fronte alla villa; queste sono le due uniche essenze non autoctone presenti, infatti il parco è composto prevalentemente da imponenti cipressi, lecci e qualche esemplare di roverella.

Architetture militari

Il castello di Volognano è il fulcro dell'omonima località nel comune di Rignano sull'Arno (FI). Attualmente è stato trasformato in villa neogotica che svolge sia attività turistiche che di supporto alla fattoria integrata nel complesso. L'aspetto odierno è ancora quello di una villa-fattoria che è dominata dalla possente torre merlata del mastio. Il castello, assieme alla chiesa di San Michele a Volognano, è circondato da una cinta muraria dalla forma ellittica attraversata da un'unica strada alla quale si accede attraverso due porte con arco a tutto sesto, parzialmente conservate.

L'origine dell'insediamento sembra risalire all'epoca romana, resti di una costruzione di questo periodo sono stati rilevati a podere Bertinga, sulla pendice ovest del castello. La posizione dominante della cresta su cui si adagia la costruzione fa sì che comunque sia da sempre un ottimo punto di osservazione per fini militari di difesa. L'abitato di Volognano viene comunque nominato, per la prima volta, nel 1214 in documenti riguardanti la chiesa di San Michele a Volognano: la prima menzione per il castello invece viene poco dopo in un atto dell'abbazia di Vallombrosa del 1220 e in uno successivo del 1299.
Proprietà della famiglia da Quona fu oggetto della guerra tra guelfi e ghibellini: nel 1304, come rappresaglia alla presa di posizione dei proprietari, il governo guelfo fece occupare e disfare il castello di cui venne smantellata, in maniera pressoché definitiva, la struttura difensiva. Inizia così la nuova funzione della struttura che diventa una villa-fattoria con numerosi passaggi di proprietà.

Torre del Pian dell'Isola
La torre del Pian dell'Isola è una torre situata ai margini del capoluogo del comune di Rignano sull'Arno in provincia di Firenze. Nonostante una recente ristrutturazione, la torre presenta tracce evidenti di muratura medievale, archetti e beccatelli nell'area sommitale ed è costituita da pietre di medie e piccole dimensioni disposte in filari regolari e paralleli con angolate rifinite con grosse bozze in arenaria, usata anche per le cornici marcapiano ed alcune decorazioni delle finestre. Il coronamento della torre si è conservato solo in parte, come si nota dal rifacimento della sezione collocata sotto il tetto, in parte intonacata in parte cementata, mentre altri interventi di restauro sono identificabili nel rifacimento di alcuni beccatelli in laterizio e nella ricostruzione del caminetto e di alcune finestre.

Le aperture oggi esistenti sulla facciata sud sono il frutto di interventi recenti, mentre la piccola finestra sul lato occidentale, rifinita in arenaria, si può considerare coeva alla muratura, databile, per tipologia e lavorazione, alla metà del XIII secolo, anche se alcuni elementi, in particolare quelli in pietra serena, si possono riferire con sicurezza ad interventi successivi (secoli XIV-XV). Il resto della struttura ripropone alcuni caratteri della “casa da signore” due-trecentesca: una corte interna circondata da una cortina muraria in fase con la torre sulla quale si apre una porta di accesso e una serie di corpi di fabbrica, oggi intonacati, addossati al nucleo originale. Ai primi del Quattrocento, la «torre o fortilizio detto La Torre a Isola» era di proprietà del fiorentino Lorenzo di Totto Gualterotti. Successivamente venne acquistata dalla famiglia dei Pepi, Patrizi fiorentini, che la trasformarono da torre di avvistamento e fortilizio a casa da signore. La nobile famiglia dei Pepi è tuttora proprietaria dell'antico edificio.

Si consigli agli utenti di mantenere un tono conforme alle regole del buon senso.