Area sosta Baia Domizia - Sessa Aurunca

Indirizzo:Via Bocca di Pantano - S.P.264 - Località Baia Domizia, Sessa Aurunca (CE)

Contatti: Info: +39 388.1662536 / +39 347.6221534 - www.sosta-camper.it

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"Ben arrivato!".. questo, con i sorrisi solari dei gestori dell'area sosta camper Baia Domizia, nell'omonima località in provincia di Caserta. Essere accolto così e per giunta con invito a pranzo, con cucina semplice ma ottima, fa capire lo spirito e l'accoglienza di questa famiglia proprietaria della struttura ricettiva.. semplicemente straordinari.


Siamo a meno di 300 metri circa dal mare, ancora prima, da tutti i servizi commerciali e di intrattenimento, l'approdo per camper e caravan è ventilata costantemente e con buona ombreggiatura, risulta ottima per la sosta alle famiglie.
Il litorale dista poco meno di 300 metri circa, poi tutto a portata di mano, nel raggio di poco meno di 200 metri circa c'è un distributore di benzine, una banca con bancomat, negozi di alimentari ed altro ancora.


Area Sosta Baia Domizia è recintata, custodita ed è illuminata la notte, le quaranta piazzole sono in piano e su terra battuta e ghiaia, hanno gli allacciamenti alla rete elettrica e ci sono alcune fontanelle dell'acqua potabile.
Tra i servizi segnaliamo internet wifi gratuito e su richiesta il cambio delle bombole del gas.
La reception in legno funge anche da Info Point e dietro di esso c'è un monoblocco in materiale isolante dove trovano sistemazione i servizi igienici e le docce calde a moneta (€ 1,00 per tre minuti), i lavelli e i lavatoi.


Lo stallo del camper service è anch'esso posizionato vicino al monoblocco dei servizi ed è un semplice pozzetto con coperchio in metallo verniciato su un invaso di cemento, in fondo ad esso trova sistemazione la tramoggia artigianale per lo scarico delle cassette-wc e le rispettive fontanelle dell'acqua potabile, ottima l'accessibilità e buono l'utilizzo dei servizi.


Non manca nulla e quello che c'è è tenuto in ordine e pulito.. Michele, il giovane gestore, si prodiga in continue migliore tecniche e soprattutto promozionali per far sentire a casa il proprio ospite.. inserita tra le soste da tenere in massima considerazione.


Apertura stagionale: da Pasqua a fine settembre, non ci sono limiti di permanenza e i cani sono ammessi ma sotto la responsabilità dei propri padroni e con l'obbligo della raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere: Vedi contatti telefonici.


Area sosta Baia Domizia
Via Bocca di Pantano - S.P.264 - Località Baia Domizia
81037 Sessa Aurunca (CE)
Info: +39 388.1662536 / +39 347.6221534
www.sosta-camper.it
Coordinate GPS: 41.193310,13.811262 / 41°11'35.9"N 13°48'40.5"E

Comune di Sessa Aurunca
Via XXI Luglio - 81037 Sessa Aurunca (CE)
Tel. +39 0823.602201 - Fax +39 0823.936007
www.sessaaurunca.gov.it


Associazione Turistica Pro Loco Sessa Aurunca
Corso Lucilio, 92 c/o Sedile di San Matteo - 81037 Sessa Aurunca (Ce)
Tel. +39 392.1082779
www.prolocosessaaurunca.it


www.eptcaserta.it
www.casertaturismo.it
turismoacaserta.it
www.guidereggiadicaserta.it
www.provincia.caserta.it


www.campaniatourist.it
www.campaniaturismo.it
www.campaniatour.it
www.campaniaturismo.info
www.incampania.com
www.turismocampano.it

Baia Domizia


Baia Domizia è una località turistica balneare italiana, situata in Campania ed è frazione del comune di Sessa Aurunca e del comune di Cellole in provincia di Caserta. È sita al confine con il Lazio, dal quale è separata dal fiume Garigliano.
Il nome della località è talvolta scritto, come nella lingua latina, con la la "t" (Baia Domitia, come la antica via Domitiana)


La località è inserita in un'area di grande interesse naturalistico. Gli ultimi 4 km del litorale di Baia Domizia sono compresi nel Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano.La parte alle spalle del litorale sabbioso è delimitata da un lungo susseguirsi di dune che, verso l'interno, lasciano il posto alla pineta. All'interno di quest'area è già presente una rete di sentieri che permette di visitarne tutti gli ambienti.


La pineta è in gran parte antropica, fu infatti piantata durante le varie bonifiche dell'area che fu paludosa, e che a tratti è quasi priva di sottobosco. Laddove le condizioni ecologiche lo consentono, lascia il posto alla macchia alta ed infine alla lecceta. Verso il mare domina la macchia mediterranea, ancora intatta su oltre 6 km del litorale.
Nella zona vegetano la Romulea rollii il cosiddetto "zafferanetto di Rolli", le orchidacee, con una decina di specie, soprattutto di Ophrys, prospera il candido e robusto Pancratium maritimum (giglio di mare). la vegetazione è arricchita dalla presenza delle piante pioniere cresciute sulle dune a ridosso delle spiagge.


Sessa Aurunca


Sessa Aurunca è un comune della provincia di Caserta in Campania.
E' il primo comune della provincia di Caserta per estensione territoriale, il secondo in Campania dopo Ariano Irpino e dista dal capoluogo km 44. La sua posizione sulla S.S. Appia e la vicinanza alla S.S. Domitiana, i collegamenti con l'Autostrada del Sole (uscite a Cassino e Capua) e la stazione ferroviaria sulla linea Roma-Formia-Napoli, i notevoli monumenti di tutte le epoche, le moderne attrezzature alberghiere e per il tempo libero di Baia Domizia, ne fanno un grosso centro turistico della costa tirrenica ma anche uno dei punti di riferimento culturale dei numerosi centri minori della zona.


Sessa Aurunca, città d'arte e anche tradizionale centro di studi, dispone di scuole di ogni ordine e grado che vanno dal Liceo Classico - istituito, col Convitto Nazionale, nel secolo scorso - all'Istituto d'Arte di Cascano nato per la valorizzazione di un antico e caratteristico artigianato locale.


La particolare dislocazione geografica del Centro e delle 26 frazioni fra un'ampia zona collinare e la fertilissima "Piana del Garigliano", rende sempre importante tutto il territorio comunale per una produzione agricola altamente differenziata e particolarmente apprezzata soprattutto per quanto riguarda olio e vini noti già nell'epoca romana (numerose sono sul territorio le tracce di grossi insediamenti produttivi di età imperiale).
Da queste terre, fino alle pendici del Massico - da vari anni zona riconosciuta di produzione d.o.c. - proviene quel vino Falerno tanto decantato nell'antichità da essere ritenuto un dono del Dio Dioniso alle ospitali genti del luogo.


Toponimo
Il nome Sessa deriva da Suessa, città appartenente alla Pentapoli Aurunca, nucleo storico del centro. Si presume che il nome possa derivare dalla felice posizione (sessio, cioè sedile, dolce collina dal clima mite del territorio denominato dai Romani Campania felix).


Storia


Sessa Aurunca è di antichissima origine come confermano tracce di insediamenti preistorici e le necropoli dell'VIII secolo a.C., epoca in cui qui risiedevano gli Aurunci, un antico popolo italico.
Sessa fu fortificata con mura ciclopiche che abbracciano una superficie di circa 1 ettaro: probabilmente questo era l'originario nucleo di Suessa, città preromana che aderiva a una federazione di città aurunche, nota come Pentapoli Aurunca.
La superficie pare troppo esigua per un centro abitato e si ipotizza che le mura proteggessero solo un forte militare a difesa degli abitanti. Nel 337 a.C. la postazione fu abbandonata, sotto la pressione dei Sidicini, in favore della zona dell'attuale centro storico di Sessa.


Fu un centro importante degli Aurunci, ma nel IV secolo a.C. fu conquistato dai Romani che sconfissero nel 313 a.C. la Pentapoli Aurunca: vi si insediò allora una colonia di diritto latino, Suessa. Batté moneta dal 270 a.C. circa alla seconda guerra latina (219-202 a.C.). Divenne un ragguardevole centro militare, commerciale e agricolo e venne elevata a "municipium" nel 90 a.C.


La posizione vantaggiosa tra la Via Appia e la Via Latina ne fa un centro di produzione agricola, i cui prodotti possono essere trasportati verso Roma o verso Capua. Cicerone menziona Suessa come di un'importante città. Cesare distribuì le terre di Sessa fra i suoi veterani qui, per cui la città assume in alcuni testi il nome di Colonia Julia Felix Classica Suessa.


Nell'età imperiale Suessa conosce la sua massima espansione urbana: il centro abitato si estendeva su un'area quasi doppia rispetto a quella attuale e contava numerosi e importanti monumenti.
Nel 2001 gli scavi hanno riportato alla luce il Teatro Romano, struttura che poteva contenere più di 3.500 spettatori con una scena di circa 30 metri di fronte e 15 di profondità; il teatro ha come cornice naturale la campagna con il golfo di Gaeta all'orizzonte. Presso la città sorse una villa, proprietà di Matidia.
Al declinare dell'Impero romano, Sessa - diocesi almeno dal V secolo - vive un periodo di decadenza.


Dopo essere stata interessata alle vicende storiche di Capua, Salerno, Benevento e Gaeta, riacquista parte della sua antica importanza verso il XII secolo. Tra il XIV e il XV secolo i Marzano, signori di buona parte di Terra di Lavoro e una delle più potenti famiglie del Regno di Napoli, fecero di Sessa la capitale dei loro feudi.


La signoria dei Marzano ebbe termine nel 1464 e Sessa per breve tempo è eretta in arciducato. Nel 1507 è concessa in feudo a Gonzalo Fernández de Córdoba, che aveva portato a termine la definitiva conquista del Regno di Napoli da parte di Ferdinando il Cattolico e ne aveva ottenuto il titolo di viceré. Apparteneva ad una delle più illustri famiglie di Spagna.


Agli inizi del XIX secolo in seguito agli avvenimenti che andavano scuotendo il Regno napoletano, Sessa si trovò priva di due pilastri della sua importanza: la nobiltà e gli ordini religiosi che sin dal XIII secolo, avevano formato uno dei cardini della vita cittadina. Conservò però la diocesi e mantenne un suo ruolo come centro importante della provincia di Terra di Lavoro.


Nelle campagne di Sessa Aurunca sorge la centrale elettronucleare dismessa "del Garigliano", aperta nel 1964 e chiusa nel 1982 a causa di un guasto e della classificazione della zona come zona sismica in seguito alla rivalutazione conseguente al terremoto dell'Irpinia.
Tale centrale non compare nelle carte geografiche perché "abusiva", in quanto sorta in terreno agricolo. Essa contiene a tutt'oggi dei residui radioattivi (anche se non il combustibile, traslato a Sellafield negli anni ottanta). I residui a bassa e media attività sono circa 3 000 metri cubi di materiale, contenuti in 700 fusti di cemento: una parte di tale materiale è stato stoccato (conformemente ai parametri di sicurezza dell'epoca) sottoterra, in buste di plastica.
Non si hanno misure attendibili della pericolosità attuale delle possibili radiazioni o infiltrazioni in falda di tali rifiuti. Il loro recupero, richiesto nel 2005, è stato negato a causa dell'"inesistenza" formale della centrale.

Cattedrale di Sessa Aurunca


Storia
Fu iniziata la costruzione da probabili maestranze di scuola Casauriense (vedi portico dell'abbazia di S. Clemente a Casauria costruito tra il 1176 e il 1180) nel 1113 riutilizzando in parte materiali provenienti da antichi edifici d’epoca romana, e consacrata nel 1183; l’aspetto esterno attuale fu raggiunto nella prima metà del XIII secolo con l’aggiunta del portico e del finestrone posto nella parte alta della facciata.
L’interno invece, eliminato il soffitto a capriate già nel Duecento, rimase romanico fino a metà del Settecento quando il vescovo Francesco Caracciolo d'Altamura decise di ammodernarlo secondo i gusti e lo stile dell’epoca, ossia il barocco.
Nel luglio del 1929 papa Pio XI la elevò alla dignità di basilica minore.


Esterno
Scultura dalla facciata: una leonessa che un tempo doveva sorreggere una colonna
La facciata è caratterizzata da un grande portico che ne copre quasi completamente la visuale. La parte alta termina con un timpano con archetti pensili al cui interno è un oculo in marmo. Nella parte sottostante è inserita la finestra delimitata da una edicola composta da due colonne, entrambe sorrette da leoni e terminanti con buoi: nell’edicola è inserito un bassorilievo raffigurante l’Agnus Dei.


Il portico sottostante è a tre arcate suddivise da pilastri a cui sono addossate colonne di diversa grandezza e fattura. Tutto il portico è animato da una ricca decorazione scultorea; in particolare l’arcata centrale ogivale è contornata da rilievi marmorei con episodi tratti dalla vita dell’apostolo Pietro, mentre nell’arcata di destra, a tutto sesto come quella di sinistra, vi sono dei plutei con episodi tratti dal Genesi.


Nel portico si aprono tre portali. Nella lunetta della porta centrale è inserito un bassorilievo raffigurante Cristo tra i santi Pietro e Paolo su sfondo cosmatesco; la lunetta è poi impreziosita da rilievi marmorei con la raffigurazione di episodi dell’antico testamento. Ai lati del portale centrale sono collocate due sculture, che un tempo dovevano reggere due colonne, raffiguranti una leonessa e un leone.


I muri perimetrali delle navate sono costruiti con grossi blocchi quadrangolari di calcare probabilmente provenienti dalla pavimentazione del foro della Suessa romana.


Interno
L’interno della cattedrale è a tre navate suddivise da colonne romane con capitelli corinzi (di spoglio) e medioevali (18 in tutto). Di quell’epoca rimangono anche il pavimento cosmatesco del XII secolo, l’ambone e il candelabro per il cero pasquale. La controfacciata è oggi occupata dall’organo sospeso su una balconata sorretta da colonne antiche, il cui parapetto è composto da resti di un secondo ambone smontato.


Il pezzo artistico più pregiato di tutta la cattedrale è l’ambone, molto simile a un pulpito, edificato, come dice una iscrizione, durante il vescovado di Pandolfo tra il 1224 e il 1259. Esso è costituito da sei colonne di granito che poggiano su altrettanti leoni marmorei e con capitelli finemente lavorati. Le colonne sorreggono, tramite archi, la cassa dell’ambone costituita da lastre mosaicate, dove sono raffigurati elementi simbolici, vegetazione, sfondi dorati, uccelli e altri animali.
Tutta la composizione è poi arricchita da figure umane: in particolare si notano due figure femminili, in posizione di cariatidi, ai lati dell’arco centrale; e le figure di profeti dell’antico testamento; la figura di un uomo avvolta da un serpente e afferrato per la testa da un’aquila.


Accompagna l’ambone il candelabro del cero pasquale. La colonna tortile è interrotta da tre fasce con bassorilievi: in quella inferiore sono scolpite figure umane in festa; nella fascia mediana la figura del vescovo che benedice il diacono prima che questi canti l’inno dell’Exultet durante la veglia pasquale; nella fascia superiore sono raffigurati Gesù con gli apostoli Pietro e Paolo e il santo martire di Sessa Aurunca, Casto.


Nella cattedrale di Sessa Aurunca assume un posto di rilievo l'attività dello scultore Pellegrino o Peregrinus, che su modelli romanici innesta anch'egli i nuovi modi del naturalismo protogotico nelle varie realizzazioni plastiche degli arredi interni. Vedi ambone e candelabro del cero pasquale (dove compare la firma dell'artista), Storie di Giona, il Discorso di Ninive, Giona espulso dalla balena.
Nella cappella barocca del Santissimo Sacramento, si può ammirare la tela di Luca Giordano raffigurante la Comunione degli Apostoli. Al di sotto del presbiterio è la cripta, sostenuta da venti colonne di spolio, con pavimento in mosaico.

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