Area Sosta Prajola - Palmi

Indirizzo:Lungomare Donna Canfora - Localita Tonnara di Palmi, Palmi (RC)

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« Devo considerare Palmi come posta in una situazione così particolare da essere difficilmente concepita dall'immaginazione umana, in quanto è al di là della possibilità di un disegno » (Keppel Richard Craven - 1821)


Per salpare con il traghetto o dal ritorno con lo stesso dalla Sicilia.. c'è una comoda e sicura area sosta camper e caravan a Palmi in provincia di Reggio Calabria, è ottima come base d'appoggio da e per l'isola ed è da tenere in seria considerazione se si richiede una sosta ristoratrice, l'autostrada poi dista pochi chilometri.
Area Sosta Prajola.. è a conduzione privata e la famiglia che la gestisce è cordialissima e gentile, anche qui non mancano i primari servizi per una confortevole permanenza.


Area Sosta Camper Prajola ma anche per le caravan si trova lungo la spiaggia di Palmi, Lungomare Donna Canfora in Localita Tonnara di Palmi, al confine nord della Costa Viola.
Il primo market di alimentari più vicino dista poco più di 300 metri circa, il primo distributore di benzine invece a 3,5 km., Palmi dista sette chilometri ed è raggiungibile con il bus di linea (dalle 6.30 alle 20.30) a 50 metri circa dalla sosta.


C'è tutto il necessario e anche qualcosa in più, come la simpatia e la cordialità tipiche dell'ospitalità calabrese, la struttura ricettiva è semplice ed anche rustica, ma offre ad esempio l'ombreggiatura con teli nautici, le venti piazzole in piano e su fondo in ghiaia hanno tutte gli allacciamenti alla rete elettrica, è disponibile gratuitamente il servizio intenet wifi.
Ci sono i servizi igienici ambo i sessi e le docce a moneta (€ 0,50 per un minuto con il temporizzatore), lavelli e lavatoi per il bucato a mano, fontanelle dell'acqua potabile, i barbecue e l'illuminazione notturna.
L'area sosta è recintata e custodita 24 ore, nella reception oltre al disbrigo per i permessi di soggiorno viene offerto materiale informativo turistico ed altro, per assecondare la voglia di scoperta di questa interessante località balneare calabrese.


Lo stallo del camper service è posizionato giustamente lontano dalle piazzole e si trova dietro al blocco dei servizi igienici, buona l'accessibilità e l'utilizzo dei servizi, lo scarico è una griglia carrabile in ferro zincato al centro di un invaso di cemento e di lato e su lati opposti ci sono le rispettive fontanelle dell'acqua potabile, una per il carico serbatoi e l'altra per la pulizia dello stesso.


Apertura annuale, non ci sono limiti di permanenza, le caravan sono ammesse così anche gli amici animali da compagnia ma sotto la responsabilità dei propri padroni e con l'obbligo della raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere: vedi sito web.


Area Sosta Camper Prajola
Lungomare Donna Canfora - Localita Tonnara di Palmi - 89015 Palmi (RC)
Info: +39 0966.479103 / +39 366.2529692
sostacamper.praiola@gmail.com
www.prajola.it
Coordinate GPS: 38.393254,15.862840 / 38°23'35.7"N 15°51'46.2"E

« Devo considerare Palmi come posta in una situazione così particolare da essere difficilmente concepita dall'immaginazione umana, in quanto è al di là della possibilità di un disegno »
(Keppel Richard Craven, A tour through the southern provinces of the kingdom of Naples, 1821)

 

Palmi (Pàrmi in dialetto reggino) è un comune italiano della provincia di Reggio Calabria.
La città oltre ad essere il principale polo amministrativo, direzionale, giudiziario, sanitario e scolastico, della Piana di Palmi che comprende 33 comuni con una popolazione di circa 170.000 abitanti, è anche un centro commerciale, turistico e agricolo nonché sede degli uffici di curia della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.


Con le vicine spiagge della Marina di Palmi e del Lido di Palmi, la città si configura come un importante stazione balneare, anche grazie allo storico Circondario di Palmi che la rendeva già nel XIX secolo un punto di riferimento marittimo nonché amministrativo.


Da secoli la città è anche uno dei centri culturali della Calabria nel campo letterario, musicale, storico e archeologico. Ha dato i natali, tra gli altri, al compositore Francesco Cilea ed al letterato Leonida Repaci ed ospita il complesso museale della Casa della cultura ed il Parco Archeologico dei Tauriani, sulle rovine dell'antica città bruzia di Tauriana. In quest'ultima visse san Fantino, santo più antico della Calabria e la cripta, che contenne le sue spoglie, è attualmente il luogo di culto cattolico più antico della regione.


Inoltre a Palmi vengono celebrate due festività di rilevanza nazionale. I due eventi sono la Varia di Palmi, inserita nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane, a sua volta Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO, e la festa di San Rocco con il "corteo degli spinati"


Gran parte del territorio comunale è formato da una serie di terrazzamenti collinari che degradano rapidamente sul mare tramite un sistema di falesie, piccole spiagge e scogliere.
Su di un terrazzamento a quota 224 metri s.l.m. vi è il centro storico con la casa comunale mentre, in un altro terrazzamento posto più a nord ed avente altezza di circa 100 metri s.l.m., è ubicata la frazione di Taureana.
La restante parte della superficie comunale è costituita, a sud, dal Monte Sant'Elia (579 metri s.l.m.) e, a nord-ovest, da un territorio pianeggiante su cui sorgono i quartieri balneari costituenti il Lido di Palmi.


Oltre il territorio comunale, a nord, si estende la seconda zona pianeggiante per ampiezza della Calabria che prende, tra gli altri, il nome di Piana di Palmi.
Il corso d'acqua principale è il fiume Petrace che segna il confine nord-est del territorio comunale, dalla località Pontevecchio fino alla sua foce sul mar Tirreno. La sua portata media è di circa 8 mc/s.
La punta più ad ovest è denominata Capo Barbi, e da questo promontorio inizia la Costa Viola.
Il nome deriva dal fatto che il mare, a poca distanza dalla linea di costa, raggiunge elevate profondità facendo assumere all'acqua un colore blu cupo che il sole, al tramonto (tra maggio e settembre), colora con riflessi viola.
Poco più a sud di Capo Barbi vi è la punta Motta.


Tutta la costa di Palmi, nella quale si trovano la baia della Marinella e la baia della Tonnara, è arricchita da grotte marine e costiere, da spiagge e da scogli. Tra le prime vi sono la grotta delle Sirene, la grotta dell'Arcudace e la grotta Perciata.
Le spiagge sono quelle della Marinella, di Trachini, della Tonnara e di Pietrenere-Scinà mentre gli scogli principali sono lo scoglio Trachini, Pietra Galera, lo scoglio dell'Isola e gli scogli Agliastro. Tra questi ultimi vi è il celebre scoglio dell'Ulivo, che è uno scoglio sulla cui sommità è cresciuto, nei secoli passati, un albero di olivo.
Una parte del territorio comunale rientra nell'elenco delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario della Regione Calabria.


Storia di Palmi


Il territorio comunale fu abitato fin dall'Età del bronzo, come testimoniato dai rinvenimenti ottenuti negli scavi condotti nella Grotta della Pietrosa o dai resti di capanne scoperti a Taureana di Palmi.


Dal IV secolo a.C., e fino al X secolo, nel territorio comunale si sviluppò la città di Tauriana. Sulla sua fondazione, alcune leggende narrano di una possibile colonizzazione achea dell'area. Altre ipotesi storiche ricollegano la nascita della città alla seconda metà del IV secolo a.C., quando dei gruppi brettii, nello specifico i «Tauriani», si resero autonomi dai lucani, raggiungendo e conquistando una parte della Calabria meridionale.
La città è segnalata in atti ufficiali di età successiva, quando Tito Livio asserisce che nel 212 a.C., in occasione della Seconda guerra punica, nel Bruttium vi fu il passaggio dei Taureani sotto la protezione di Roma. Nell'alto medioevo la città crebbe d'importanza diventando sede vescovile.


Nel 951 Tauriana venne distrutta dalle milizie dell'emiro di Palermo Hasan Ibn Alì e, fuggendo, la parte dei taurianensi dedita ai traffici ed alle arti marinaresche si stabilì nella parte alta della costiera, tra il monte Aulinas ed il fiume Metaurus, nella contrada De Palmis dove vi erano alcune case coloniche.


Dei primi secoli di vita del piccolo villaggio di Palmi, casale di Seminara, sono giunte ai giorni nostri poche informazioni. Si narra che da Palmi il conte Ruggero I di Sicilia radunò l'armata normanna per muovere alla conquista della Sicilia.
Dagli inizi della dominazione normanna, fino al principio del XIII secolo, le uniche notizie riguardano le vicende che accompagnarono i conventi di Sant'Elia lo Juniore e di San Fantino. Le dimensioni dell'abitato nel Trecento dovevano essere contenute, dato che la chiesa di San Nicola era l'unica esistente.


Si rifugiò a Palmi, nel 1495, il re Ferdinando II di Aragona dopo aver subito una sconfitta a Seminara contro le truppe del generale Robert Stuart d'Aubigny.


Il centro abitato fu colpito nel 1549 dai pirati saraceni e distrutto interamente. Pertanto il feudatario duca Carlo Spinelli, decise di riedificare la città fortificandola. In seguito alla sua ricostruzione la città crebbe ulteriormente d'importanza attirando tutti i traffici marittimi delle coste meridionali della Calabria.


Indipendente da Seminara nel 1632, nel XVII secolo la città si sviluppò urbanisticamente ed economicamente grazie all'attività commerciale dei suoi abitanti ed al marchese Andrea Concublet che le istituì una "fiera".
Le mura ad est vennero abbattute per permettere l'unione con i nuovi agglomerati che venivano a formarsi, in conseguenza dell'aumento di popolazione. Sempre nel XVII secolo il tessuto urbano, fino a quael momento costituito da rioni distanti tra di loro, si concentrò intorno ad un nodo principale formato dalla nuova "piazza del Mercato".


Nel XVIII secolo Palmi attraversò il periodo più florido della sua storia, fino al 1783 quando fu colpita da un terremoto che la distrusse completamente provocando circa 1.400 morti. La ricostruzione della città avvenne seguendo parzialmente il Piano Regolatore redatto dall'ing. De Cosiron.


La città venne posta a capoluogo di distretto nel 1806. Nel 1860 avvenne lo sbarco di Giuseppe Garibaldi e della spedizione dei mille alla Marina di Palmi, e l'evento fece mettere in fuga il numeroso presidio borbonico presente in città. Con l'Unità d'Italia, il distretto venne abrogato e Palmi fu posta a capo dell'omonimo circondario (abolito nel 1927). Nel 1894 la città fu epicentro di un terremoto che produsse numerose rovine e 9 morti.


Nel 1908 Palmi venne nuovamente distrutta, quasi nella sua totalità, dal violento terremoto del 28 dicembre, che provocò nella sola città calabrese circa 600 morti. Il centro abitato venne ricostruito su progetto dell'ing. Pucci, stravolgendo completamente l'assetto urbano dei secoli passati.
La ricostruzione, che interessò tutta la prima metà del XX secolo, rese gradevole l'aspetto della città, con l'uniformità delle volumetrie, con il gusto neoclassico dei nuovi edifici e con la realizzazione di monumenti ed opere d'arte.


Il secondo dopoguerra vide lo sviluppo cittadino nel settore terziario, ponendo Palmi come principale polo amministrativo, direzionale e scolastico del versante tirrenico della provincia grazie all'istituzione di scuole di secondo grado, strutture di forze armate, strutture sanitarie e giudiziarie e sedi di altri enti pubblici e privati.
Nel 1998 fu istituito dalla Provincia di Reggio Calabria il Circondario della Piana, rinominato nel 2008 Circondario di Palmi.

Architetture religiose


Concattedrale di San Nicola (1932), duomo della città e concattedrale della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. L'edificio è in stile neoromanico ed al suo interno conserva un quadro del XVIII secolo della Madonna della Sacra Lettera e la reliquia del Sacro Capello.


Chiesa di Maria Santissima del Soccorso (1788), in tardo stile barocco fu rimaneggiata nel XX secolo. Sull'altare maggiore è collocata la statua della Madonna del Soccorso, databile al XVIII secolo.


Chiesa di Maria Santissima del Rosario (1937) in stile neoromanico, al suo interno contiene la venerata statua di Sant'Antonio da Padova.


Chiesa della Santa Famiglia (2005), esempio di architettura moderna, è stata progettata dagli architetti Flavio Bruna, Aimaro Oreglia d'Isola e Saverio Isola.


Chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco (1954), architettura moderna sorta nel luogo dove anticamente vi erano le due chiese distinte dei due suddetti santi. Custodisce le statue, molto venerate dalla popolazione, di San Rocco e dell'Immacolata Concezione.


Santuario di Maria Santissima del Carmelo (1927), in stile barocco, è catalogato tra i beni vincolati della Regione Calabria per le bellezze artistiche conservate al suo interno. Nell'edificio è collocata la miracolosa statua della Madonna del Carmine, databile al XIX secolo.


Chiesa del Santissimo Crocifisso (XVII secolo), in stile barocco, è il luogo di culto più antico del centro storico e risulta anch'esso vincolato dal Ministero dei Beni Culturali quale «bene di interesse storico artistico». Al suo interno è collocato, sull'altare maggiore, un Crocifisso ligneo del XVII secolo e nella cripta sottostante è presente il Sacrario diocesano contenente le reliquie di numerosi santi;


Chiese scomparse di Palmi.
In passato vi erano ulteriori architetture religiose rilevanti, che vennero distrutte da terremoti, incendi o scorrerie e mai più ricostruite.


Architetture civili


Palazzo San Nicola, sede comunale.
Il palazzo ex sede della Banca Popolare di Palmi, progettato da Marcello Piacentini.


I principali palazzi, ville e torri della città sono i seguenti:
Palazzo San Nicola (1932), sede attuale del municipio, venne progettato nel 1915 dall'architetto Vittorio Alberto Storchi;
Torre civica (1954), detta anche "torre dell'orologio", svolge pure la funzione di campanile del duomo cittadino, sorgendogli accanto, in quanto dotata di campane. Con i suoi quaranta metri d'altezza è l'edificio più alto della città;
Palazzo degli Uffici (XX secolo), in stile neoclassico, risulta essere un complesso architettonico di particolare interesse storico, eseguito da maestranze provinciali. Il palazzo propone una costruzione massiccia ed equilibrata, che evidenzia la sua funzione pubblica di marcata derivazione classica. L'immobile è catalogato nell'elenco dei "luoghi della cultura" del Ministero per i Beni Culturali;
Palazzo del Tribunale (XX secolo), architettura risalente al periodo fascista, nacque per ospitare il tribunale, la pretura e la corte d'assise del circondario giudiziario di Palmi. Attualmente ospita ancora alcuni uffici del tribunale civile;
Palazzo della Caserma dei Carabinieri (XX secolo), in stile neoclassico, è un modello della tipologia edilizia tipica degli edifici pubblici realizzati nella Provincia di Reggio Calabria. Contrassegnato da elementi decorativi della manualità di maestranze provinciali qualificate, l'immobile risulta tra i beni vincolati della Regione Calabria ed è catalogato nell'elenco dei "luoghi della cultura" del Ministero per i Beni Culturali;
Palazzo Ambesi Impiombato (XX secolo), in stile nazionalista e progettato dall'architetto Marcello Piacentini;
Palazzo della Banca Popolare, anch'esso fu progettato in stile nazionalista dall'architetto Marcello Piacentini, per ospitare la sede della banca popolare cittadina;
Palazzo di Giustizia (anni ottanta), architettura moderna che ospita gran parte degli uffici del tribunale di Palmi;
Villa Pietrosa, chiamata anche "Villa Repaci" in quanto appartenuta all'omonimo scrittore, fu ristrutturata nel 2008 dal Comune di Palmi tramite concorso. Nelle vicinanze dell'edificio, immerso tra gli ulivi, vi è una piccola grotta ed una "guardiola", cioè un osservatorio per la caccia al pescespada, piantata sullo sprone di una roccia in un luogo dal quale è visibile tutta la Costa Viola.
Altri palazzi e ville di interesse sono il Palazzo Bovi, imponente edificio con mura rosse e aperture in marmo bianco al cui interno vi nacque Nicola Antonio Manfroce, il Palazzo Mezzatesta, sulla cui facciata principale è collocata un'edicola con una riproduzione della Madonna del Carmelo a ricordo dell'evento miracoloso del terremoto del 1894 ed il Palazzo Rossi, antico edificio in stile liberty, nel quale lo scrittore Leonida Repaci ambientò un suo romanzo.


Teatri


Cinema Teatro Sciarrone.
La principale struttura teatrale è il Teatro all'aperto (2000) di località Motta, che sorge adagiato su di un terrazzo dal quale è ammirabile lo stretto ed i centri di Scilla e Bagnara Calabra. La struttura, progettata dagli architetti Rosaria Zoccali e Domenico Abbia, ospita numerosi eventi dell'Estate Palmese ed ha una capienza di 1.000 posti.
L'altra struttura teatrale, attualmente chiusa in attesa di ristrutturazione, è il Cinema Teatro Sciarrone (1950), edificio di notevole capienza con palcoscenico per scenografie mobili e rotanti. Nel teatro si esibirono artisti quali Adriano Celentano, Katia Ricciarelli, Gino Bramieri e Domenico Modugno che fece realizzare, a quei tempi, l'incasso più alto di tutta la Calabria.


Nel passato in città vi erano alcuni cinema e teatri, di notevole importanza per l'architettura degli edifici. Tra questi vi era il Teatro Nicola Antonio Manfroce, inaugurato il 26 aprile 1893 con un'opera diretta da Francesco Cilea e demolito nel 1938, dopo essere stato danneggiato dal terremoto del 1908, ed il Cinema Teatro Cilea, che fu chiuso al pubblico nel 1979


Fontane monumentali


Fontana della Palma.
In città vi sono alcune fontane monumentali, realizzate dal XIX secolo ad oggi. La più importante è senza dubbio la Fontana della Palma (1922), collocata al centro della piazza Amendola e realizzata in stile barocco, del tipo berniniano moderno, dall'architetto Jommi e dallo scultore Giuseppe Sutera. L'opera riprende l'idea dell'antica "fontana del mercato", che era ubicata nell'attuale piazza I maggio fino al 1886. Nel 1977 venne emesso un francobollo, che riproduceva l'opera, all'interno della serie "Fontane d'Italia".


La colonna romana di piazza Matteotti.
L'opera monumentale più antica di tutte è invece il complesso delle Fontane dei Canali (1838), manufatto posto in piazza Lo Sardo che serviva a convogliare le acque provenienti dalle contrade Olmo e Vitica, da cui prendono il nome le varie fontane. Il monumento è stato ristrutturato nel 2011 dall'Associazione Prometeus, con l'inserimento di immagini bronzee raffiguranti scene cittadine e contadine dei secoli passati, ad opera degli artisti Fabio Belloni, Maurizio Carnevali e Achille Cofano.


La Fonte di San Rocco.
In piazza Matteotti sorge invece una fontana monumentale, del XX secolo, che ha collocata, al suo centro, una colonna romana proveniente dai ruderi dell'antica Tauriana.


Dello stesso periodo è anche la Fontana Muta, opera che sorge nel rione Ajossa, in piazza Carmine Fiorino, che risulta composta da un muro di sostegno nel quale, centralmente, è collocata la fontana mentre ai due lati di quest'ultima partono due scalinate per accedere al soprastante rione Pille.
Del 2010 è la monumentale Fonte di San Rocco, opera dell'artista Maurizio Carnevali su progetto dell'architetto Bagalà, ubicata nell'omonima piazza. La fontana riproduce una scultura bronzea di San Rocco adagiato, con il cagnolino, nell'atto di abbeverarsi.
L'ultima realizzata, in ordine di tempo (2013), è una fontana che sorge sul lungomare Costa Viola del Lido di Palmi, alle spalle della quale è collocata una stele con la rappresentazione stilizzata di una Madonna con Bambino.


Architetture militari

La Torre medievale - Torre Saracena.
L'architettura militare principale è la Torre Saracena, torre di avvistamento costiera risalente al XVI secolo. Fu costruita, nel 1565, dal duca Carlo Spinelli nell'ambito della riedificazione della città avvenuta nel 1549. Era chiamata anticamente "Torre di Pietrenere" per distinguerla dall'altra torre militare cittadina, detta di "Torre di San Francesco", andata distrutta. Il manufatto è tutelato tramite notifica del 16 agosto 1913[72] ed è collocato all'interno del Parco Archeologico dei Tauriani.


Al Lido di Palmi è ubicato il Fortino di Pietrenere. L'opera venne progettata dai francesi durante il periodo di Gioacchino Murat, ad inizio del XIX secolo, e doveva risultare collegata ad una batteria di cannoni collocati vicino ad una torre. La struttura però non venne mai completata, in quanto i borboni ripresero il comando del Regno di Napoli.


Nel centro cittadino sorge invece, in corrispondenza dell'antico borgo della Cittadella, la Torre quadrangolare. L'opera è un bastione che faceva parte della cinta muraria cittadina, del XVI secolo, andata distrutta. Attualmente la torre è in attesa di decreto di vincolo di tutela.


Musei


Gipsoteca Michele Guerrisi
In questa sezione sono esposte importanti testimonianze dell'attività del Maestro scultore Michehe Guerrisi (Cittanova 1893 - Roma 1963). Si tratta dei calchi in gesso di opere (statue e ritratti) di ispirazione classica i cui originali in bronzo, fanno parte di patrimoni privati o di complessi monumentali che si trovano in Italia e all'estero.
Tra le opere che l'artista ha lasciato a Palmi, sua città d'elezione, vi è anche una ricca collezione di acquerelli donati dalla moglie Marta Rempte. Da segnalare, nella stessa sezione museale, opere degli scultori Nicola Gullì, Alessandro Monteleone, Vincenzo e Francesco Jerace e alcune tele di Antonio Cannata, Attilio Zagari e Giuseppe Palumbo


Museo Francesco Cilea e Antonino Manfroce
Questa sezione intitolata al musicista compositore Francesco Cilea (Palmi 1886 - Varazze 1950), autore di opere liriche conosciute in tutto il mondo, Gina (1889), Tilde (1892), Arlesiana (1897), Adriana Lecouvreur (1902), Gloria (1907), raccoglie spartiti, bozzetti di scena, manoscritti e documenti relativiall'attività del Maestro.
Di particolare importanza l'epistolario, che consta di circa cinquemila lettere. Doviziosa la documentazione fotografica, che segna le tappe dell'attività operistica teatrale del grande compositore.
Pregevoli le miniature eseguite da Michele Cilea, fratello del Maestro.
Nella stessa sezione, uno spazio è riservato ad un altro importante musicista Nicola Antonio Manfroce (Palmi 1791 - Napoli 1813), precocemente scomparso dopo aver dato prova del suo grande talento con le opere Elzira ed Ecuba


Museo etnografico Raffaele Corso
Fondato nel 1955 per iniziativa di Antonio Basile, Nicola De Rosa, Giuseppe PIgnataro, Luigi Lacquaniti, Francesco Salerno, Francesco Cipri, Antonino Nasso, studiosi di tradizioni popolari e di altri appassionati cultori di quelle discipline, fu riconosciuto dell'UNESCO come Musei di importanza internazionale.
Pregevolissima ed unica, per ricchezza e varietà di esemplari è la collezione di conocchie; di particolare interesse sono i numerosi oggetti di antiche unanze, ai costumi, ai lavori domestici, a quelli quotidiani o stagionali e dell'agricoltura, alle attività della pesca, della caccia, della conservazione dei prodotti; ma vi sono anche testimonianze attinenti alla pietà popolare, ad antichi riti religiosi e oggetti relativi alla magia, alla superstizione; considerevole la collezione della maschere Apotropaiche in ceramica opera degli artigiani di Seminara, di Gerace e di altri centri della regione.
Etno
Si segnalano: un telaio di fine 800 e i Giganti Mata e Grifone, grandi fantocci di cartapesta, che simboleggiano l'unione dellelemento indigeno con quello moresco; portati per le vie cittadine nei giorni di festa, al suono ritmato dei tamburi simulano una danza di corteggiamento


Pinacoteca Leonida e Albertina Répaci
La preziosa collezione donata dalla scrittore alla sua città è una delle più importanti pinacoteche d'arte moderna e contemporanea dell'Italia meriodionale.
Essa comprende opere pittoriche di Amedeo Modigliani, Mario Sironi, Renato Guttuso, Primo Conti, Umberto Boccioni, Romano Gazzera, Cesare Zavattini, Carlo Levi ed altri maestri del '900.
Sono visibili inoltre, una "Cleopatra" del Guercino e paesaggi di Corot, Manet, Fattori; un'incisione del Tintoretto e sculture di Giacomo Manzù, Emilio Greco, Arturo Martini, Pericle Fazzini, Alessandro Monteleone.

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