Area Sosta dal Padoan - Chioggia

Indirizzo:Località Sottomarina - Via San Felice 10, Chioggia (VE)

Contatti: Info: +39 388.3555625 / +39 388.3555625

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L'Area Sosta dal Padoan si trova tra laguna e mare in Via San Felice 10, ed è distante da essi solamente 50 metri. La zona è protetta dal verde delle caratteristiche dune, è a pochi metri dalla diga e dal centro storico di Sottomarina. 

Con una suggestiva passeggiata lungo la riva della laguna del Lusenzo, si raggiunge in soli 15 minuti Chioggia, conosciuta come la piccola Venezia. Negozio di alimentari, pizzerie, edicola ecc.. sono a pochi passi dall'area. Il parcheggio offre servizi efficienti e un'accoglienza disponibile e cordiale.

L'Area Sosta dal Padoan possiede tre ingressi e si affacciano su piste ciclabili, che conducono facilmente ai vari punti della città, inoltre è disponibile a 100 metri circa un autofficina e la linea del bus pubblico, a un chilometro il primo distributore di benzine.

L'area camper è un ampia superficie di circa 8000 mq. è in piano e su fondo in parte in erba e ghiaia, l'ombreggiatura è fornita dalle caratteristiche dune e le ottanta piazzole hanno l'illuminazione notturna e gli allacci alla rete elettrica.

La proprietà oltre che custodita da privati è recintata e al suo interno ci sono altri ed utili servizi per una confortevole permanenza, i servizi igienici ambo i sessi e le docce, adiacente al blocco servizi in muratura ci sono sei lavelli e due lavatoi, sempre all'interno è disponibile l'acquisto di prodotti tipici locali.

La zona preposta al carico e scarico delle acque reflue è una realizzazione professionale della Wc Wash e presenta il classico pozzetto carrabile autopulente in acciaio inox, così anche la tramoggia per lo scarico delle cassette-wc e la fontanella dell'acqua potabile, ottima l'accessibilità così anche l'utilizzo dei servizi.

Apertura stagionale: da Febbraio a Novembre, non sono segnalati i limiti di permanenza e le caravan così anche gli amici animali da compagnia sono i benvenuti.
L'area camper é aperta anche nel periodo natalizio dal 18/12 al 07/01
Tariffe giornaliere: € 14,00 bassa stagione a € 20,00 alta stagione

Area Sosta dal Padoan
E & G S.A.S. di Boscolo Meneguolo Ester e C.
Via San Felice 10 - 30015 Sottomarina (VE)
Tel. +39 388.3555625 / +39 388.3555625
parcheggiodalpadoan@hotmail.com
Coordinate GPS: 45.224974, 12.295050  /  45°13'29.9"N 12°17'42.2"E

Sottomarina (Marina in veneto) è un'importante località turistica, frazione e ora quartiere del comune di Chioggia (VE)

La spiaggia
Rinomata in tutta Italia, la spiaggia di Sottomarina si estende per circa 6 chilometri dalle foci del Brenta alla diga di Chioggia, delimitando il confine orientale della frazione.
Il litorale è caratterizzato da una sabbia finissima, con grande presenza di augite, quarzo, silicati ed elementi micacei.
Sulla spiaggia sorgono numerosi stabilimenti balneari, nonché punti di ristoro, ristoranti, pizzerie, parchi acquatici, parchi divertimento e sale da ballo.
Essendo la spiaggia un'area demaniale, l'accesso è garantito gratuitamente mediante appositi passaggi, posti parallelamente agli stabilimenti balneari; inoltre esistono delle aree di spiaggia non gestite dagli stabilimenti, quindi liberamente usufruibili dal pubblico nei limiti dei regolamenti vigenti.

Il centro
Sottomarina si divide, tradizionalmente, nella parte "vecchia" e in quella "nuova" situate rispettivamente a nord e a sud della frazione.
La parte vecchia assomiglia di più a Chioggia, mentre la parte nuova si estende verso sud, con insediamenti più recenti, in questa zona, sorgono le numerose strutture ricettive, che sono concentrate prevalentemente lungo il Lungomare Adriatico, dove sono presenti inoltre numerosi locali giovanili.
Le piazze principali sono: Piazza Europa, Piazza Italia e Piazza Todaro, tutte e tre relativamente vicine e molto frequentate, soprattutto d'estate quando il centro è affollato di turisti e di giovani.

La storia
L'abitato ha antiche origini: alla fine del VII secolo era denominato Clodia minor.
Il borgo era governato da un tribuno e poteva contare su importanti chiese, un ospedale e un castello a torre.
Quella che doveva presentarsi come una sottile striscia di terra a sud della laguna era collegata con Chioggia attraverso un ponte in muratura che per il canal Lusenzo raggiungeva l'isola di San Domenico; l'abitato era compreso tra la bocca di porto a nord e l'attuale mercato vecchio a sud.

La conformazione territoriale di Sottomarina subì numerose trasformazioni nel corso dei secoli: completamente distrutta nel 1379 durante la guerra tra genovesi e veneziani, Sottomarina rimase disabitata e soggetta a continue inondazioni per la scomparsa delle difese a mare.
La ricostruzione avvenne nella seconda metà del XVII secolo.

Alla fine del XIX secolo il fiume Brenta venne deviato, e durante gli anni trenta fu costruita la diga sud del porto di Chioggia (San Felice); gli apporti detritici allargarono di molti metri il litorale, trasformando nuovamente il territorio.
Attualmente la spiaggia e la zona turistica di Sottomarina sono attrezzate con alberghi, campeggi e residenze private per migliaia di posti letto.

Sottomarina è collegata a Chioggia da un ponte, ma storicamente ne è divisa per vocazione (pescatori i chioggiotti, agricoltori i marinanti).

Nel tempo i marinanti hanno sfruttato appieno le innumerevoli opportunità imprenditoriali, installando numerosissime strutture ricettive, la cui gestione ha mutato notevolmente la vocazione dei marinanti da agricoltori ad albergatori.

Chioggia

Chioggia (Cióxa in veneto chioggiotto) è un comune della provincia di Venezia in Veneto.
È il settimo comune della regione Veneto per popolazione e il primo fra i comuni non capoluogo.
Il comune di Chioggia si trova su di una piccola area peninsulare adriatica fra la Laguna Veneta e il Delta del Po, a circa metà strada tra Venezia e Ferrara, e a circa 50 km da Padova e Rovigo, con le cui province il comune confina direttamente.

Il centro storico della città sorge all'estremità meridionale della laguna, su di un gruppo di isolette divise da canali e collegate fra loro da ponti.
Differentemente da Venezia, la gran parte dell'area è percorribile da automobili e mezzi pubblici.
Con la vicina Sottomarina, situata nel tratto di terra che divide la laguna dal mare, forma un unico centro urbano grazie alla creazione dell'Isola dell'Unione e del suo omonimo ponte che taglia la laguna del Lusenzo.

Il resto del comune è localizzato nell'entroterra e va a comprendere le foci del Brenta ed Adige, con numerosi altri fiumi minori e canali, a Sud e il litorale interno lagunare fino alla Valle di Millecampi a Nord-Ovest di Chioggia. Rilevante è inoltre la presenza della riserva naturale Bosco Nordio fra le due frazioni di Sant'Anna e Cavanella d'Adige, che fornisce un raro esempio di quella che era la macchia del litorale alto adriatico che nei tempi antichi contraddistingueva gran parte del territorio di tutto il Golfo di Venezia.

Storia

Le origini
La leggenda sulle origini di Chioggia si collega a quella di Enea, mitico eroe troiano fuggito alla distruzione di Troia che navigò per il Mediterraneo per poi stanziarsi nel Latium.
Con Enea partirono anche Antenore, Aquilio e Clodio che, a metà del viaggio, si separarono dal loro concittadino per dirigersi verso la laguna veneta fondando rispettivamente Padova, Aquileia e Clodia.
A prova di questa mitica fondazione vi è il simbolo della città, un leone rampante rosso su argento, scelto da Clodio stesso in ricordo della sua città natale, ed il nome della città stessa.

Da ritrovamenti archeologici e studi recenti, si può ipotizzare la nascita della città intorno al 2000 a.C. dai Pelasgi, popolo di navigatori originario della Tessaglia, che avrebbero colonizzato numerose città nelle coste Adriatiche.
Il nome Chioggia quindi deriverebbe da Cluza, "costruita artificialmente", da spiegare con la natura insulare-lagunare della città che senza modificazioni umane sarebbe stata sommersa dalle acque ad ogni alta marea.
Altri nomi presenti nella città sono di indubbia origine preellenica, come Lusenzo canale e laguna che si trova fra Chioggia e Sottomarina, Bebe, antica torre che serviva da avamposto al confine fra territorio Veneziano e Padovano, Perotolo ed Evrone.

I primi insediamenti della città di Chioggia, quindi, sono da localizzarsi verso l'attuale foce del Brenta, che all'epoca era un'altra delle porte della laguna, con il nome di Brondolo, nelle isoletta di Vicus a levante della Fossa Clodia, canale che corrisponde ora alla Laguna del Lusenzo, e nell'Evrone, che corrisponde a porto di Chioggia.

Storia antica
Certo è che la città fosse già presente in età romana.
Ne è prova la struttura tipica del reticolato geometrico che contraddistingue Chioggia, formata da un "Cardo", l'attuale Corso del Popolo, e da un "Decumanus". Come per tutte le città venete, Chioggia faceva parte della "decima regio", che comprendeva anche l'Istria.

Le prime fonti storiche ci provengono da Plinio il Vecchio che "Naturalis Historia", descrive la zona lagunare veneta come "la terra dei fiumi" dicendo inoltre che:
« "... risalendo dal Delta Padano, dopo Adria, porto etrusco che aveva dato il nome al Mare Adriatico, si incontrano le foci originate dalla sovrabbondanza di acque dette "Fosse Filistine" nelle quali si riversano l'Adige che scende dalle Alpi tridentine ed il Togisono (Bacchiglione) che scende dalle campagne di Padova. Parte di queste acque alimenta anche il porto di Brondolo, come i due Meduaci, Minor e Major (i due rami del Brenta) ed il Bacino di Chioggia (Fossa Clodia-Canal Lombardo) alimentano il Porto Evrone. A queste acque si mescolano anche quelle del Po. »
(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia)

Chioggia era importante soprattutto per le sue saline e il suo centro di produzione del "Sal Clugiae" considerato uno dei più pregiati da Cassiodoro e Plinio stesso.
Nonostante ai giorni nostri non vi siano più saline in funzione, in antichità la produzione di sale era l'attività più importante per l'economia della città che impegnava quindi gran parte della popolazione e delle forze a disposizione.
Nelle acque di Chioggia vi erano fino a 72 recinti acquei, detti anche "fondamenti di salina", che andavano dal porto della città alle rive adiacenti ai domini Padovani, che riuscivano a produrre circa 216 volte il bisogno dell'intera popolazione per un anno.
Il sale prodotto infatti era indispensabile per i commerci e il suo pregio permetteva agli abitanti di poter acquistare qualsiasi altra merce difficile da reperire nelle terre lagunari.
Il "Sal Clugiae", sale di Chioggia, era considerato un bene dello Stato, che porterà la confederazione veneziana a combattere numerose volte contro Padovani, Ferraresi, Romagnoli e Bolognesi, in quanto imposto come unica merce di scambio per i commerci, a discapito di altri tipi di sale meno rinomato.

Con il lento declino dell'Impero Romano, cominciarono ad arrivare anche le prime popolazioni barbare che in molte occasioni non si fecero scrupoli nel razziare e devastare le ricche terre dei Romani.
I primi a invadere il veneziano furono i Visigoti che nel 401 d.C., comandati dal loro Re Alarico, cercarono di spingersi fino al Piemonte subendo però numerose sconfitte, mentre nel 404 seguirono Alani e Vandali. Solo 7 anni dopo, i Visigoti ritornano in Italia e scendendo dalla Venezia arrivano fino a Roma prendendola e saccheggiandola.

Tra tutte le invasioni, la più memorabile è quella degli Unni nel 452 d.C. che, comandati da Attila, presero e distrussero Aquileia, Padova, Verona e numerose altre terre della regione.
La paura suscitata da tale violenza, portò ad un grande fenomeno di migrazioni delle popolazioni dell'entroterra verso le isole lagunari portando al gran popolamento delle città già esistenti e alla nuova fondazione di città come Rivo Alto, prima pallida comparsa della futura e gloriosa Venezia.
Numerose furono le famiglie Padovane, Monselicesi e Atestine che si trasferirono a Brondolo prima e a Chioggia creando quello che sarebbe stato il tessuto sociale principale dei secoli a venire.

Storia medioevale
Nel 568, il popolo dei Longobardi fece la sua comparsa nel suolo italico scendendo dalle Alpi Giulie e passando nella Venezia comandati dal loro Re Alboino.
In meno di un secolo si ebbe, quindi, la fine dell'Impero Romano d'Occidente, la dominazione Erula, quella Ostrogota, quella Bizantina e infine l'inizio di quella Longobarda.
Per quanto riguarda Chioggia e le altre città lagunari fino a Grado, furono si dominate dalle popolazioni precedentemente nominate, eccezion fatta per i Longobardi che non riuscirono mai a conquistare i territori, ma mantennero comunque un importante indipendenza, causata dalla dipendenza del lontano Impero di Costantinopoli.
Si formò così il primo Stato veneziano, composta dalle più grandi città del litorale adriatico governate da tribuni.
Le isole più cospicue erano: Grado, Bibione, Caorle, Eraclea, Equilio, Torcello, Murano, Rialto, Malamocco, Poveglia, Chioggia Maggiore e Chioggia Minore.
Le Chioggia Maggiore corrispondeva all'attuale Chioggia all'interno della laguna, mentre la minore corrispondeva pressappoco all'attuale Sottomarina vecchia affacciata sul mare.
Ogni città era autonoma e governata indipendentemente, salvo alcuni casi di interesse comune dove le decisioni erano prese di comune accordo.

Per cercare di fronteggiare le invasioni da parte dei Longobardi che abitualmente si presentavano nelle terre veneziane, nel 697 si riunirono ad Eraclea tutti i tribuni, nobili e vescovi delle città.
Da tale consiglio ne uscì una nuova magistratura che fino alla caduta della Serenissima, resterà la più alta carica istituzionale: il Doge. Grazie al primo Doge, Paoluccio Anafesto, i confini della Repubblica furono finalmente definiti con esattezza ufficializzando l'indipendenza delle terre lagunari.
Chioggia quindi poté stabilire i suoi domini dal porto stesso della città fino alle sponde dell'Adige, e dal mare di Bebe a Conche con la libertà di coltivare, pescare, fabbricare e piantare saline.

Con la fine del Regno Longobardo, iniziò quello dei Franchi con a capo Carlo Magno, che assegno il regno d'Italia a suo figlio Pipino nel 781 d.C.
L'indipendenza della Repubblica non era ben gradita al nuovo Re tanto che nell'809 dichiarò guerra alla confederazione veneta assalendo tutte le isole che davano sul mare, comprese le due Chiogge che assalite per terra e per acqua non poterono resistere a lungo.
Fortunatamente i bassi canali lagunari riuscirono a fermare Pipino che non riuscì quindi a conquistare la sede dogale, che era stata per l'occasione spostata a Rialto.
Al termine del conflitto la Repubblica Veneta era salva, anche se gravemente colpita in molte sue città, tra le quali Malamocco che non riuscì più a riprendersi fino a quasi scomparire del tutto in pochi secoli.
Per Rialto invece fu l'inizio dell'ascesa, con le migrazioni che seguirono la piccola isoletta si ingrandì al punto che venne designata come città rappresentativa di tutti i veneti cambiando il suo nome in Venezia.

Con la calata degli Ungari Chioggia subì un'altra pesante distruzione in meno di cent'anni, dato che dopo la guerra di Pipino, non ci furono più allestimenti di difesa a Sud della città.
I chioggiotti si trovarono a fronteggiare l'armata ungara completamente da soli, poiché la difesa veneta si radunò ad Albiola, attuale San Piero in volta.

Chioggia faceva allora parte della diocesi di Malamocco, antica capitale della Repubblica, ma una serie di eventi naturali quali l'abbassamento del suolo, burrasche eccezionali e l'erosione del mare, cancellarono lentamente la città che si spopolò e finì sommersa.
Essendo diventata Chioggia la città più importante della diocesi, nel 1110 si decise di spostare la sede vescovile proprio nella città del sale, portando anche le reliquie dei santi martiri Felice e Fortunato, ancora oggi patroni della città.

Negli anni a seguire per Chioggia ci fu un periodo di prosperità, intervallato da qualche piccola guerra con i rivali Padovani e Trevigiani e dall'arrivo del Barbarossa che nella città firmò il "trattato Clodiano" nel 1177, preliminare di quello di Venezia che sancì un breve periodo di pace fra Impero e Comuni italiani.
Dal punto di vista politico ed amministrativo, si passò dai tribuni al podestà, un messo della città di Venezia rappresentante della Repubblica nelle città più importanti, che segnò l'inizio della supremazia di Venezia sulle politiche interne delle altre città venete.

Museo Torre dell'orologio
La denominazione “Torre dell'Orologio” intende sottolineare la singolarità e la specificità di questo museo ospitato nella millenaria torre campanaria di Sant’Andrea.
Alta circa trenta metri con uno spessore alla base di oltre un metro e venti, di origine romano-bizantina, veniva utilizzata come faro e torre di avvistamento.
Ristrutturata a partire dall’ottobre del 1997, con posizionamento dei vari piani e la loro messa in sicurezza, è stata inaugurata e aperta al pubblico come “museo verticale”, a partire dal 16 settembre 2006.


Il percorso museale si snoda attraverso i vari piani permettendo al visitatore, seppure sinteticamente, di conoscere la storia della città, della chiesa di Sant’Andrea e della “torre dell’orologio “.
All’entrata le vicende storiche della torre e dei suoi vari utilizzi nei secoli vengono brevemente raccontati attraverso alcuni documenti a partire dal 1339; l’antica croce in ferro, che fino al 1912 dominava dall’alto della torre la città, ora dà il benvenuto al visitatore.


Nel primo e nel secondo piano sono raccolte le mappe della città, della chiesa di Sant’Andrea e della sua torre, mappe provenienti dagli archivi storici locali e della provincia.
Dal terzo piano il percorso storico si arrichisce delle testimonianze della fede e della pietà popolare con la raccolta di numerosi ex-voto dedicati alla Madonna dell’Addolarata e con la preziosa stola dono del patriarca di Venezia Cardinale Aristide Naccari ( di origine chioggiotta), paramento avuto in dono dal papa San Pio X.
Una “via matrix”, che racconta dei sette dolori della Madonna ( gli originali sono esposti al Museo Diocesano) , e l’antica Via Crucis del 1906 completano il breve percorso religioso.


Fiore all’occhiello del museo, dal quale poi deriva la sua denominazione, l’orologio medioevale ( coevo a quello di Salisbury in Inghilterra) rimane il coronamento di un percorso nel “tempo” scandito da una serie di informazioni astronomiche e di un astrolabio che accompagnano il visitatore in un itinerario storico-temporale.


L’Orologio Medioevale
Il 26 Febbraio 1386 l’orologio era già sulla torre nord-ovest dei civico palazzo pretorio; dal 31 maggio 1839 è ceduto dal comune alla parrocchia di Sant’Andrea in occasione della demolizione e ricostruzione dell’antico palazzo comunale.
Il maestro Aldo Bullo, esperto in marchingegni medioevali, ha ricostruito con ostinazione certosina tutta la storia dell’orologio e degli orologiai, spulciando negli archivi storici della città.
Un valido contributo alla valorizzazione di questo “fossile vivente” lo hanno dato il Prof. Ettore Pennestrì del Dipartimento di Meccanica Università Tor Vergata di Roma con una tesi della laureanda Ana Rivero Mediavilla e l’Ing. Marisa Addomine presidente del Registro Italiano Orologi da torre.


L’orologio ha subito qualche modifica nel corso dei secoli, la più significativa l’inserimento del pendolo dopo Galileo; la struttura originale, comunque pressochè inalterata , è divisa in due parti:
- quella anteriore con i rotismo che scandisce il tempo;
- quella posteriore con il rotismo preposto al suono delle ore.


Nel 1424 è stata apportata una riparazione alla ruota “magistra”, relativa alla riparazione di quattro denti.
Non si ha motivo di dubitare che i costruttori siano i Dondi, grandi costruttori di orologi e di sofisticate apparecchiature meccaniche ( vedi “Astrario”, una cui riproduzione ,opera del Gruppo Astrario di Chioggia, si trova presso il locale Museo Civico); la “zampa di cane” nella parte terminale dei quattro montatnti laterali appare come un “marchio di fabbrica” che si identifica con la famiglia Dondi.


Museo di zoologia adriatica
Giuseppe Olivi Museo di zoologia adriatica
Palazzo Grassi - Chioggia
Il settecentesco Palazzo Grassi, a due passi da Corso del Popolo, ospita il Museo di Zoologia Adriatica Giuseppe Olivi.
Nel museo è possibile osservare da vicino molti organismi marini adriatici, di conoscerne meglio le caratteristiche e l’ambiente di vita.
Sala dopo sala la collezione storica di Trieste e Rovigno, i pannelli espositivi e le postazioni multimediali introducono i visitatori alla biodiversità e alla varietà degli ecosistemi marini, raccontando abitudini e comportamenti degli animali che popolano il mondo sommerso.


Il percorso museale, inoltre, conduce il visitatore ad interrogarsi su temi delicati e controversi quali il rapporto tra uomo e mare, tra tradizione ed innovazione, tra ieri ed oggi.
Visitando il Museo si avrà anche l’occasione di osservare da vicino il grande esemplare femmina di squalo elefante catturato a Chioggia nel 2003.
Un museo moderno, che se da un lato conserva una delle collezioni di animali marini più antiche e importanti d’Italia, dall’altra, grazie ai numerosi angoli interattivi, vede nella sperimentazione diretta la chiave per un apprendimento nuovo, chiaro e, perché no, divertente!

 

Chioggia


Carlo Goldoni - che abitò per alcuni anni a Palazzo Poli - ha ambientato in questa città una delle sue commedie più conosciute, Le baruffe chiozzotte, rappresentata per la prima volta al Teatro San Luca di Venezia nel 1762.
Così lo stesso Goldoni la descrive nella prefazione alle Baruffe:


« Chiozza è una bella e ricca città venticinque miglia distante da Venezia, piantata anch'essa nelle Lagune, isolata ma resa Penisola per via di un lunghissimo ponte di legno, che comunica colla Terraferma.
Ha un Governatore con il titolo di Podestà, ch'è sempre di una delle prime Case Patrizie della Repubblica di Venezia, a cui appartiene.
Ha un Vescovo colà trasportato dall'antica sede di Malamocco.
Ha un porto vivissimo e comodo e ben fortificato.
Evvi il ceto nobile, il civile ed il mercantile. Vi sono delle persone di merito e di distinzione.
Il Cavaliere della città ha il titolo di Cancellier Grande, ed ha il privilegio di portare la veste colle maniche lunghe e larghe, come i Procuratori di San Marco.
Ella in somma è una città rispettabile. »
(Carlo Goldoni, Le baruffe chiozzotte)


Il centro storico di Chioggia, se osservato dall'alto, appare a forma di lisca di pesce.
La città viene denominata la Piccola Venezia per le caratteristiche urbanistiche della zona antica molto simile a quella di Venezia, il capoluogo veneto a cui la città è collegata.
A Chioggia - sorta di isola collegata alla terraferma da poche strade - sono presenti, quindi, al pari di Venezia, calli, campi e canali.
Il principale - dal punto di vista turistico, per la tipicità dei palazzi e delle chiese che vi si affacciano - è il citato Canal Vena, attraversato da nove ponti, per molti versi simili a quelli presenti a Venezia.


Il più imponente è il Ponte Vigo che chiude il canale a ridosso della laguna conducendo alla piazza omonima prospiciente la stazione dei battelli diretti a Pellestrina e nella quale troneggia un'alta colonna sormontata dal leone marciano, simbolo dell'orgoglio veneto ma ironicamente chiamato dai veneziani el gato (il gattone) perché di dimensioni molto inferiori a quelle del leone di Venezia, causa di forti litigi, le famose "baruffe", tra veneziani e chioggiotti, questi ultimi ritenendosi offesi dal disprezzo che tale appellativo preclude.


Gli altri canali che attraversano o racchiudono perpendicolarmente Chioggia sono il Canal Lusenzo, a sud, il Canal Lombardo, a ovest, e il Canale San Domenico, a est.
La parte più esterna della città viene chiamata Riva Mare anche se in realtà non si affaccia sulla laguna; il nome deriva dalla sua posizione protesa, appunto, in direzione del mare.


Basilica di San Giacomo Apostolo
La Basilica contiene il ceppo su cui (secondo una leggenda popolare) si sedette Maria con in braccio Cristo morto, e il quadro che, sempre secondo la tradizione, ritrae la scena (dell'artista non si sa il nome perché si pensa fosse un dono del Divino).
La chiesa contiene anche alcuni affreschi e le sculture dei "Sette Doni". Vicino alla Basilica si trovano la Pinacoteca e la Chiesa dei Rossi, o della Santissima Trinità, con un chiostro privato all'interno.


Chiesa di Sant'Andrea
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orologio della Torre di Sant'Andrea.
La chiesa di Sant'Andrea, risalente al XVIII secolo, ha al suo fianco una torre in stile romanico - detta Torre dell'Orologio - risalente all'XI-XII secolo e, un tempo, torre di difesa e di avvistamento militare.
Possiede al suo interno l'orologio da torre più antico al mondo realizzato da Giovanni Dondi dell'Orologio (recenti studi hanno dimostrato la sua pre-esistenza a quello di Salisbury).
All'interno dell'edificio religioso è presente una Crocifissione di Palma il Vecchio (1480-1528) e il battistero attribuito al Sansovino.


Chiesa della Santissima Trinità
Il complesso si è sviluppato a partire dal 1528 per iniziativa della Confraternita dei Battuti del Santissimo Crocifisso, che venerava l'antico "crocifisso snodabile" in nicchia sopra l'armadio, alla parete di fondo.
L'Oratorio fu costruito nella seconda metà del Cinquecento, mentre il soffitto fu tappezzato di ‘telerì tra il 1596 e il 1602 con dipinti di Palma il Giovane, Pietro Damini e Andrea Vicentino.
Nel 1703-1707 fu costruita l'attuale chiesa, a croce greca, in luogo di quella cinquecentesca, ormai fatiscente. Ospita oggi la pinacoteca della città.


Chiesa di San Domenico - Santuario del Cristo
La chiesa sorge su una piccola isola, separata da Chioggia dal canale di San Domenico.
La fondazione della chiesa risale al XIII secolo e fu amministrata prima dai domenicani e poi dai gesuiti.
La chiesa fu radicalmente modificata nel '700 e nell''800.
L'interno della chiesa è a singola navata, con presbiterio ed alcune cappelle laterali.
Vi sono conservati alcuni dipinti di pregio, tra cui San Paolo stigmatizzato, ultima opera conosciuta di Vittore Carpaccio e Crocefisso che parla a San Tommaso d'Aquino del Tintoretto.

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16.10.2014 - dario liotto
area ben tenuta,pulita,piazzole comode,tranquillo e tutte le comodità vicine