Area camper Moglia

Indirizzo:Via Tazio Nuvolari, Moglia (MN)

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ATTUALMENTE CHIUSA O SOSPESA - PRESIDIO PROTEZIONE CIVILE

L'area sosta per le autocaravan di Moglia si trova provenendo da Via Lunga Casoni Dossadello, in Via Tazio Nuvolari ed è ubicata leggermente in periferia, è di fianco al campo sportivo comunale "Angelo Pavesi".

L'area camper si presenta accogliente, ordinata, pulita ed ampia, il fondo asfaltato è in piano e non ha ombreggiatura e ne recinzione, il parcheggio ha un ottima accessibilità per l'abbondanza di spazio per le manovre con i propri veicoli.
Offre all'utente itinerante un camper service funzionale e pratico a moneta con la fontanella dell'acqua potabile, è illuminato la notte da lampioni pubblici e vicino c'è un bel parco giochi per i bambini con tavoli per pic-nic e la zona per raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani appena defilata, il parcheggio è ubicato in una zona poco rumorosa e trafficata.

Aperta tutto l'anno con la permanenza massima consentita di 72 ore la sosta è gratutita e i cani sono ammessi.

Area sosta di Moglia
Via Tazio Nuvolari - 46024 Moglia (MN)
Coordinate GPS: 44.936639,10.915636  /  +44° 56' 11.90", +10° 54' 56.29"

Come raggiungere l'area di sosta:
Autostrada A22 Uscita Reggiolo-Rolo, prendere la S.P.42 e poi la S.P.47 direzione Moglia. Segnalata.

Moglia (Mòja in dialetto mantovano) è un comune della provincia di Mantova in Lombardia. Il Comune di Moglia appartiene a quella fascia territoriale a ridosso del Po che, per affinità di tradizioni, di costumi, di economia e di cultura viene comunemente chiamato Oltrepò mantovano. Il territorio comunale è formato, oltre che dal capoluogo, dalle frazioni di Bondanello, Coazze e Trivellano, per un totale di 31,55 chilometri quadrati.

Il Comune di Moglia appartiene a quella fascia territoriale a ridosso del Po che, per affinità di tradizioni, di costumi, di economia e di cultura viene comunemente chiamato "oltrepò mantovano" o "bassa mantovana". Ha due centri abitati: Moglia e Bondanello.
Moglia capoluogo compare per la prima volta in due documenti del 20 febbraio 1337: sono concessioni di pezze di terra date in feudo onorifico da Luigi Gonzaga, primo capitano di Mantova, a certi Paolo Scopa Nigra e Pietrobono delle Navi.
Il suo nome è la versione moderna della forma medioevale Molea, che secondo Giovanni Tassoni deriva dal tardo latino molleus, ossia melmoso, per cui stava ad indicare una zona dove ristagnava l'acqua.
Le carte dei Gonzaga ritornano a menzionare Moglia negli anni 1364, 1370 e 1392, allorquando gli abati di San Benedetto, investendo i Signori di Mantova delle terre della Regona o Regula Padi, citano tra le altre località il villaggio di Moglia con il suo territorio. Verosimilmente le investiture erano limitate alla parte occidentale dell'attuale circoscrizione comunale, perché la parte orientale (Bondanello, Trivellano, Gaidella, Mortizzo) era un bene dei monaci polironiani.
Le origini di Bondanello sono più antiche: era già esistente nel 1193, quando l'imperatore Enrico IV, nel confermare le donazioni canossiane al monastero di San Benedetto cita i rincos de Bondignolo con preciso riferimento ad un insediamento umano.
La più antica rappresentazione cartografica del territorio mogliese è contenuta in un'incisione settecentesca del Visi, ricavata da una mappa alla fine del '400.Il documento illustra la zona compresa fra il destra Po e il sinistra Secchia. Moglia e Bondanello vi compaiono come nuclei insediativi costituiti da case in tono minore. La raffigurazione viene confermata da una carta topografica del 1533, elaborata a corredo della controversia sorta tra il Monastero e la Prepositura di San Benedetto per la definizione delle rispettive proprietà.
Questi documenti sono fondamentali per la conoscenza della storia del territorio, perché ne delineano la passata immagine idrica, viaria ed abitativa. Hanno però il limite di una elaborazione grafica sommaria e selettiva delle emergenze architettoniche. La raffigurazione neutra e precisa del reale è opera del Catasto Teresiano. Le mappe eseguite nel 1777 descrivono luoghi e manufatti in modo chiaro ed obiettivo. Il nucleo urbano di Moglia è costituito dalla chiesa e da una corta sequenza di modeste costruzioni, sorte sullo slargo di un incrocio stradale e addossate a un "gomito" del canale. Una linea puntiforme indica l'esistenza dei portici. Il ponte che metteva in comunicazione le due sponde del Canale stava poco più a monte, vicino alla corte Gabbioneta.
Anticamente Moglia e Bondanello erano parte del territorio di Gonzaga. È stato il decreto reale 5 novembre 1876 a sancire, con decorrenza 1 febbraio 1877, l'istituzione in Comune autonomo delle due frazioni. Entrambi i centri abitati sono privi di una parte storica. Gli unici edifici importanti sono le due chiese parrocchiali ed il Teatro Italia a Bondanello. Le più importanti testimonianze del passato si trovano nella campagna: sono la Galvagnina Vecchia e la Gaidella, ridotte, però, per azione del tempo e per incuria degli uomini, in uno stato di conservazione molto precario.

Museo lineare delle bonifiche:
La peculiarità geografica di Moglia consiste nel trovarsi alla confluenza di molti canali di bonifica gravitanti intorno al fiume Secchia. I manufatti idraulici di grande pregio architettonico, i corsi d’acqua, gli argini, testimoniano la lunga storia di una terra strappata alle acque dal lavoro di generazioni. L’Ecomuseo delle Bonifiche, comprendente l’intero territorio comunale, è dotato di: 14 km. di piste ciclopedonali, che si sviluppano sugli argini dei canali di bonifica e del  fiume Secchia; quattro aree di sosta e di orientamento; pannelli didattici che illustrano gli aspetti naturalistici, paesaggistici, storici, idraulici, architettonici del territorio mogliese; un centro di documentazione  nella sede di Piazza Libertà per conservare la storia delle bonifiche e del territorio mogliese; un’area attrezzata per la sosta di camper nel piazzale del Centro sportivo Comunale. E’ in corso un imponente lavoro di ristrutturazione del Chiavicone di Bondanello, il manufatto idraulico più antico del nostro territorio(sec. XVI), in cui sarà realizzato anche un laboratorio didattico, funzionale all’attività ecomuseale. L’Amministrazione Comunale gestisce direttamene l’Ecomuseo. Ha però affidato, tramite apposita convenzione, alcuni servizi alla locale Associazione di volontariato culturale “Dante Alighieri” (apertura, chiusura, pulizie locali Centro di documentazione; guida alle visite; supporto logistico in occasione di eventi particolari)
Guide: Agnese Benaglia (referente dell’Ecomuseo), Ottorino Bernardelli, Roberto Bertoni.
La visita all’Ecomuseo è gratuita
Percorso all'aperto di circa 10 km costeggiante canali di bonifica intorno al fiume Secchia. Il percorso è percorribile a piedi, in bicicletta ed a cavallo da persone giovani e meno giovani.

Di notevole interesse l'impianto idrovoro Mondine.
I percorsi ciclopedonali rientrano nel circuito della rete europea "Eurovelo".
Monumento marmoreo ai "Martiri di Guerra", inaugurato il 22 aprile 1951 realizzato da Pompeo Coppini (suo paese Natale). È posto nel giardino antistante l'edificio scolastico delle scuole elementari.

Chiesa di San Giovanni Battista:
In origine dedicata a San Prospero (XV secolo), ricostruita nel 1598 e restaurata nel 1750. L'edificio è a tre navate e al suo interno si trovano due tele di G. Cadioli del XVIII secolo circa (San Vincenzo Ferrer ed I Santi Giuseppe Antonio e Rocco). Questa bella chiesa a tre navate presenta un insieme di linee architettoniche imponente e leggero. Pur essendo sotto l’impressione del barocco, conserva l’eleganza e la sveltezza del tardo rinascimento. Tra il Medioevo e l’Età Moderna, quando l’intera zona ricadeva sotto l’autorità spirituale della Diocesi di Reggio Emilia, ma sotto quella politica dello stato dei Gonzaga, in questo luogo si trovava un oratorio con la stessa intitolazione, mentre la chiesa parrocchiale, dedicata a S.Prospero, sorgeva nell’omonima località, gia all’epoca decentrata rispetto all’abitato della Villa de la Moja .Il passaggio di consegne avvenne intorno alla fine del sec XVI, quando fu costruita, in luogo dell’oratorio, la nuova chiesa di S.Giovanni Battista, a navata unica, due cappelle laterali e torre campanaria, completa di sagrestia e canonica. La consacrazione a Chiesa parrocchiale ha luogo nel 1609. Solo nel sec. XVIII, attraverso imponenti lavori di ampliamento e di allungamento, la chiesa assume la sua struttura attuale a tre navate. Nel sec. XIX si arricchisce della gradinata esterna, mentre tra il 1920-21 sarà completamente decorata all’interno da Ettore Pizzini. Contiene alcune tele di Giovanni Cadioli (sec. XVIII). Negli ultimi vent’anni  rilevanti lavori di consolidamento strutturale e di restauro hanno restituito alla parrocchiale un aspetto di gradevole eleganza.

Chiesa Parrocchiale di S.Croce – Bondanello:
Di antiche origini, di sobria eleganza nella sua semplicità, la chiesa di Bondanello è a una sola navata con due cappellette laterali e il campanile. Custodisce uno dei  frammenti della S.Croce, giunti in occidente, secondo la leggenda, per volontà di S.Elena, madre dell’imperatore Costantino (IV sec.). Per secoli la chiesa  è stata alle dipendenze del Monastero di S.Benedetto.Nel 1460 è diventata parrocchiale. Nel 1603 cadde in rovina.Fu rifatta dalle fondamenta tra il 1663 e il 1669. L’iscrizione marmorea posta sul frontale, sotto la statua di S.Mauro, reca la data - 1699 - di un ulteriore restauro. Fu rialzata e innovata nel 1886. Nel 1920 fu completamente decorata all’interno.Nel 1966, l’improvviso crollo di una parte dell’abside, mentre era in corso la visita pastorale del vescovo, rese necessari nuovi interventi di ristrutturazione, in occasione dei quali furono tolte tutte le decorazioni pittoriche.

Villa Galvagnina:
La costruzione si trova a Moglia, a circa 5 km. dal centro del paese, tra il borgo di Coazze di Moglia e la frazione Galvagnina di Pegognaga. Grande casa signorile rinascimentale internamente decorata da affreschi del Giulio Romano o, più probabilmente, di allievi dell'illustre maestro, il fabbricato si presenta come un edificio dalla pianta quadrata imperfetta (m. 21,5 x m. 21) che si articola su due piani. Dotato di un ampio salone a pian terreno (12,50 x10) e di numerose stanze, all'interno possono essere ancora apprezzati, oltre agli affreschi, il pavimento con formelle originali e i soffitti lignei a cassettoni. Uno stemma dipinto su un camino attesta che il palazzo appartenne ai Gonzaga signori di Mantova. Attualmente la villa, a causa delle precarie condizioni, non è visitabile. L'edificio è di proprietà del Comune di Mantova.

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